Tasse e burocrazia a Nordest, le aziende tentate dalla Carinzia

Un incontro promozionale nel Trevigiano si trasforma in una espressione del malessere di chi produce. Quasi 400 gli imprenditori interessati dalle proposte austriache che invogliano chi desidera investire
20060721 - ROMA - POL : IMMIGRAZIONE: FERRERO, A FINE SETTEMBRE EFFICACIA DECRETO. LIBERALIZZATO MERCATO LAVORO PER NUOVI PAESI UE. Un operaio egiziano al lavoro in un cantiere nel centro di Milano in un'immagine d'archivio del luglio 2000. ''Per fine settembre avremo l'efficacia del nuovo provvedimento sui flussi''. Lo ha annunciato il ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, commentando il decreto varato oggi dal governo che consente l'ingresso di altri 350 mila lavoratori extracomunitari. Ferrero ha spiegato che ''e' stato anche liberalizzato il mercato del lavoro, quindi anche l'ingresso nel nostro paese, per i cittadini degli stati entrati di recente nell'Ue''. DANIEL DAL ZENNARO-ARCHIVIO / ANSA / PAL
20060721 - ROMA - POL : IMMIGRAZIONE: FERRERO, A FINE SETTEMBRE EFFICACIA DECRETO. LIBERALIZZATO MERCATO LAVORO PER NUOVI PAESI UE. Un operaio egiziano al lavoro in un cantiere nel centro di Milano in un'immagine d'archivio del luglio 2000. ''Per fine settembre avremo l'efficacia del nuovo provvedimento sui flussi''. Lo ha annunciato il ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, commentando il decreto varato oggi dal governo che consente l'ingresso di altri 350 mila lavoratori extracomunitari. Ferrero ha spiegato che ''e' stato anche liberalizzato il mercato del lavoro, quindi anche l'ingresso nel nostro paese, per i cittadini degli stati entrati di recente nell'Ue''. DANIEL DAL ZENNARO-ARCHIVIO / ANSA / PAL

TREVISO. Doveva essere un appuntamento come i tanti che periodicamente gli esponenti dell’Austria e della Carinzia organizzano per pubblicizzare il loro territorio alle imprese italiane e invogliarle a investire. Si è trasformato in una sorta di manifestazione del malessere imprenditoriale nordestino e della voglia di molte aziende di uscire da questo territorio per investire e cercare soluzioni alla crisi. Quasi 400 imprenditori, prevalentemente del Nordest, ma non solo, hanno risposto, in maniera massiccia, alla chiamata delle autorità austriache e soprattutto della regione di confine, la Carinzia, per spostare lì le loro iniziative.

Una partecipazione che neanche gli organizzatori, pur teutonicamente pronti, si aspettavano: in fretta e furia, nelle stanze di villa Braida, nel Trevigiano, si è allestita un’altra sala in collegata in video, per dare a tutti la possibilità di ascoltare e fare domande. Due uomini, gilet fosforescenti, sono stati messi a guardia delle auto in un parcheggio pieno come se si trattasse di una partita di calcio. «E a molti imprenditori abbiamo dovuto dire di no», dicono gli organizzatori. Ai lati dei viali, lungo i quali si srotola una guida rossa, si agitano al vento degli stendardi rossi con su scritto “Made in Kartnen”, prodotto in Carinzia.

Nel giardino all’italiana della villa ottocentesca in stile palladiano è offerto Prosecco assieme al succo di mele frizzante. Sui tavoli campeggiano i fazzoletti pubblicitari della Bank of Austria, di proprietà Unicredit. Ma il paradiso, per molti degli imprenditori, potrebbe essere a due ore e mezzo da qui, almeno a quanto illustrano doviziosamente una schiera di assessori e rappresentanti istituzionali della Carinzia e dell’Austria, suonando, tra gli applausi, corde molto care a chi gestisce un’attività imprenditoriale. Burocrazia zero o quasi: sette giorni per una concessione edilizia, 80 massimo per un impianto industriale, immobili disponibili per l’attività commerciale a partire da 25 euro a metro quadro. Fisco clemente con gli utili e anche sui salari dei dipendenti, nessuna Irap nel conto delle tasse. Flessibilità totale o quasi per il lavoro: entro due anni possibilità di licenziare con un mero preavviso di sei settimane. E poi finanziamenti a chi decide di investire: fino al 25% dei costi, cui si aggiunge un premio del 10% di sgravio sugli importi investiti in ricerca e sviluppo.

Il tutto assistito da una serie di consulenti che offrono servizi per aiutare a sciogliere tutte le difficoltà per impiantare un’attività imprenditoriale. Certo non sarà tutto ora quel che luccica, visto che negli ultimi dieci anni in Carinzia ci sono stati 80 investimenti italiani (10 veneti) con un totale di 800 posti di lavoro (di cui 80 della Danieli di Udine). Ma negli ultimi anni - dicono i rappresentanti della Carinzia - è stato un crescendo di domande di chiarimento e di informazione e anche di proposte di spostare la sede legale. Ed è comunque oggi abbastanza da spingere un popolo di imprenditori, che dicono essere stremati dalla crisi, inseguiti da un fisco instabile e (per chi paga) tirannico, da una burocrazia implacabile, tormentati da banche avare e da un mercato interno ormai poverissimo, per andare a vedere il gioco.

C’è l’imprenditore di Treviso che produce isolanti per l’edilizia: «Sono qui per sapere che cosa offrono, ma certo in Italia, oggi, non farei mai un investimento». C’è il commercialista di Vicenza, Lorenzo Padovani: «Vengo a vedere per conto di molte aziende piccole e medie che assisto e che voglio spingere ad investire». C’è chi è deluso da tutto: «Con l’Italia ho chiuso, non solo con l’economia ma anche con la politica che fa schifo, tutta». Ma c’è chi viene da più lontano, da Lugo di Romagna.

E’un imprenditore che produce apparecchi medicali: «Mi ha avvisato un mio amico di Verona. Sono qui in avanscoperta anche per conto di altri, per ora è solo per conoscere. Noi siamo lontani dall’Austria, non così vicini come il Nordest, e comunque non chiuderei mai in Italia». In realtà, molti hanno scelto la Carinzia e l’Austria per avere una testa di ponte nei mercati tedeschi e dell’Est, come ha fatto la Montanaro, che ha preso uno stabilimento della Fiamm, o la Danieli di Udine. O per avere credito dalle banche e dalle istituzioni: come dice la rappresentante di un’altra industria medicale, la Healthcare.

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