Tondo e il progetto per “puntellare” il centrodestra zoppo

C’è l’ipotesi di una coalizione autonoma da Roma. Il governatore: con un candidato valido si va oltre i partiti
Bumbaca Gorizia 05.12.2008 Inaugurazione Ospedale San Giovanni - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 05.12.2008 Inaugurazione Ospedale San Giovanni - Foto di Pierluigi Bumbaca

UDINE. Un progetto autonomo, sganciato da Roma, dai diktat e dai caroselli della Capitale. Per il centrodestra il risveglio dopo le amministrative è da incubo. Nessuno può più dormire sonni tranquilli, perché alle regionali 2013 manca poco e da sconfiggere ci sono prima di tutto la sfiducia e l’antipolitica. Il Pdl scomparirà per trasformarsi in altro. La Lega dovrà ridimensionare i desideri ispirati dal motto «soli si vince» e ritrovare una compagnia almeno sopportabile.

E l’Udc cercherà un progetto cui affidarsi per non sfumare. Ognuna delle tre forze che compongono l’attuale maggioranza di governo in Regione ha quindi almeno un buon motivo per restare aggrappata alle altre. Ma non basta. Serve il valore aggiunto. Il governatore uscente Renzo Tondo punta su questo, punta a essere il valore aggiunto, l’esempio della buona politica contro l’antipolitica. Oltre i partiti. Non con una propria civica, probabilmente no, ma con un “progetto tondiano” sganciato da Roma fondato su un centrodestra unito.

«A livello nazionale il risultato è deludente – commenta Tondo –, ma a livello locale devo dire che la vittoria di Ettore Romoli e di altri amministratori di centrodestra è stato un risultato atteso e positivo». Ecco allora cosa immagina Tondo: «Una riflessione sul centrodestra va fatta, ma direi che in queste elezioni registro che quando un candidato sindaco è valido, si riesce ad andare oltre i partiti. Ad esempio, il Pdl è in crisi ma a Gorizia tiene attorno a Romoli. E il modello Romoli non è altro che il modello Tondo di quattro anni fa, ed è quello che ritengo di proporre alle elezioni regionali del 2013. I simboli dei partiti ormai segnano il passo, perché la vittoria si fa attorno alle persone e ai programmi, se riusciamo a trovare persone di qualità possiamo ancora vincere».

Assicura il governatore di non avere in mente di dimettersi per separare le elezioni regionali dalle politiche, anche perché in ballo c’è l’ipotesi che il prossimo Consiglio abbia una decina di esponenti in meno e se Tondo si dimettesse prima che il Parlamento desse il via libera alla norma il dubbio che l’abbia fatto per mantenere l’assemblea a 59 eletti sarebbe difficile da scacciare. Nel 2013, salvo colpi di scena romani, sarà election day, frutto delle dimissioni anticipate di Riccardo Illy. «Ho apprezzato la scelta fatta da Illy nel 2008 – sostiene Tondo – e se oggi facessimo le elezioni in due giornate diverse la gente avrebbe ragione ad arrabbiarsi». Poi il governatore tratteggia il “Pdl tondiano”. «Questa legislatura arriverà a compimento naturale, con me presidente e con questa giunta. Credo inoltre che i partiti, le forze politiche e le persone che mi hanno appoggiato in questi anni possano ripresentarsi con me anche nel 2013, perché – è la sintesi del presidente Fvg – abbiamo fatto bene e i risultati si vedono. Penso che il Pdl ci sarà ancora il prossimo anno, ma anche se non ci dovesse essere a livello nazionale, penso a un sistema di Pdl federato con Pdl regionali».

Soddisfatto dagli esiti in regione l’ex ministro Franco Frattini (Pdl), eletto in Fvg. «Quando i candidati scelti dai partiti sono credibili, hanno governato bene e sono la migliore espressione del territorio, vengono premiati dai cittadini. A Gorizia vince anche il modello del centrodestra unito, una conferma». Difende i “suoi” assessori scesi in campo il presidente della Provincia di Udine, e segretario Fvg della Lega, Pietro Fontanini. Che si riferisce a Elena Lizzi (Lega) e Daniele Macorig (Pdl) perché nei loro collegi, Buja e a Manzano, il centrodestra ha vinto. Il segno, per Fontanini, della promozione della giunta provinciale e delle ricadute positive in Friuli.

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