Billa, licenziati senza cassa integrazione

PORCIA. «Ci comporteremo fino all’ultimo come bravi dipendenti e aiuteremo l’azienda che ha deciso di licenziarci a sbaraccare un negozio in cui abbiamo lavorato anni».
È stato questo l’amaro sfogo di una lavoratrice del Billa di Porcia, all’uscita da due ore di assemblea sindacale nelle quali ha appreso che lei e gli altri suoi 45 colleghi saranno tutti licenziati, entro la metà di maggio, senza diritto alla cassa integrazione e con essa ad alcun incentivo all’esodo, ma con la sola possibilità di fare richiesta per l’indennità di mobilità, da uno a tre anni a seconda dell’età del lavoratore e all’80 per cento dello stipendio. Un giorno doppiamente amaro, visto che oggi per i 46 dipendenti sarà l’ultimo giorno di lavoro.
Entro il 15 maggio, ha fatto sapere ieri mattina alle parti sindacali il capo area Billa presente a Porcia, l’azienda prevede di svuotare l’intero immobile di via Roveredo dalle ultime merci rimaste. In queste due settimane i sindacati provinciali intendono giocarsi l’ultimo jolly.
«Giovedì sera – ha spiegato infatti Adriano Giacomazzi, segretario provinciale della Cisl Fisascat – al termine dell’incontro dei nazionali con i vertici di Billa Italia al ministero, abbiamo contatto il funzionario della Provincia e da qui la Regione affinché sia convocato un tavolo a Pordenone per affrontare il caso di Porcia».
Chiusa la trattativa nazionale, in altre parole, si punta a riaprirne una ad hoc per ottenere la cassa per i 46 lavoratori di Porcia. Ieri mattina l’azienda avrebbe comunicato la sua disponibilità a partecipare al tavolo. «A Roma – ha aggiunto Giacomazzi – pare che la rigidità dell’azienda rispetto alla cassa interazione fosse provocata più che altro dalla situazione della filiale di Lecce, in cassa da cinque anni e in mobilitazione».
I sindacati a Pordenone mantengono quindi acceso l’ultimo lumino di speranza, e come già nei mesi scorsi fanno appello alle istituzioni. Per questo la linea scelta ieri in assemblea rispetto allo sciopero generale indetto dai nazionali per le giornate di ieri e di oggi è stata quella di non aderire. «Molti nostri colleghi – ha fatto però sapere un’altra lavoratrice – hanno chiaramente detto di volersi prendere i soldi fino all’ultimo. Forse però non hanno ben capito che fra qualche giorno saremo tutti a casa».
Per i sindacati tuttavia lo sciopero sarebbero solo rimandato. «Scioperare – ha commentato Mauro Agricola, segretario Uil Uiltucs – ora che stiamo cercando l’ultimo spiraglio di dialogo. sarebbe controproducente per Porcia. Senza contare che – ha aggiunto – avremo tempo di protestare quando l’azienda avrà bisogno dei lavoratori per svuotare il negozio».
Fondamentale quindi resta l’obiettivo della cassa integrazione e incentivi all’esodo. «Il comportamento tenuto da Billa – è stato il commento di Romildo Scala della Cgil Filcams –, è del tutto irresponsabile, anche considerando le tante promesse che nei mesi scorsi in ben due tavoli è venuta a fare alle nostre stesse istituzioni. Ora auspichiamo che si ricorra al buon senso e si riapra il ragionamento sugli ammortizzatori sociali a favore di queste persone. La responsabilità è solo dell’azienda che ha ritirato all’ultimo la disponibilità data. Ora – ha aggiunto – attendiamo i primi giorni della prossima settimana per capire quando si terrà l’incontro».
Il meno ottimista è invece Beppino Nosella, segretario provinciale della sigla autonoma Conflavoratori- «È doveroso fare un ultimo tentativo – ha detto il sindacalista autonomo –, ma se si è sbagliato lo si è fatto a monte e ora mi diventa difficile credere che questa azienda sia tutto d’un tratto disponibile a ritrattare la sua posizione».
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