Anche Monti impugna il welfare del Fvg

Come aveva fatto Berlusconi, pure l’attuale governo contesta i requisiti “padani” della legge: «Sono discriminanti».  Le motivazioni ribadiscono la sentenza della Corte costituzionale che a febbraio 2011 aveva censurato la vecchia legge regionale con i requisiti. I due anni di residenza sul territorio regionale inseriti nella nuova versione approvata a novembre 2011 «introducono inequivocabilmente – secondo il Governo – una preclusione destinata a discriminare».

UDINE. Il Governo ha impugnato la nuova legge regionale sul welfare del Friuli Venezia Giulia. È la seconda volta in meno di tre anni che l’esecutivo nazionale – politico o tecnico – boccia i requisiti «padani» della residenza sul territorio regionale tanto voluti dalla Lega Nord per l’accesso ai servizi sociali.

Il testo dell’impugnativa parla ancora di provvedimenti «discriminatori» e appare come una lunga ripetizione a uno studente un po’ somaro. Le motivazioni ribadiscono, infatti, la sentenza della Corte costituzionale che a febbraio 2011 aveva censurato la vecchia legge regionale con i requisiti. I due anni di residenza sul territorio regionale inseriti nella nuova versione approvata a novembre 2011 «introducono inequivocabilmente – secondo il Governo – una preclusione destinata a discriminare».

Gli uffici del Ministero per gli Affari regionali, che si occupano delle impugnative hanno segnalato che le disposizioni volute con forza dalla Lega Nord «eccedono dalla competenza legislativa integrativa in materia di assistenza sociale attribuita alla Regione Friuli Venezia Giulia» e soprattutto comportano «l'esclusione assoluta di intere categorie di persone fondata sulla mancanza di una residenza temporalmente protratta, nonché su una ulteriore discriminazione tra gli stessi extracomunitari». La decisione del Governo ha riacceso il dibattito su una legge discussa infinitamente nel corso dell’attuale legislatura.

Nella maggioranza la Lega Nord ha subito manifestato l’intenzione di andare avanti su questa strada, mentre la giunta regionale, con l’assessore Roberto Molinaro, ha sottolineato come – almeno questa volta – i rilievi non riguardino il diritto comunitario. «Il Consiglio regionale ha approvato le norme – ha dichiarato ieri – per adeguare la legislazione alla normativa europea e per una doverosa semplificazione delle procedure per accedere a talune prestazioni sociali. Prendiamo atto della decisione del nuovo Governo – ha continuato l’assessore – a quella assunta poche settimane fa in relazione ad una legge della Provincia di Bolzano». Ora la giunta ragionerà sul da farsi, ma Molinaro ha richiamato l’importanza di avere la «continuità dell’azione amministrativa».

Dall’opposizione, Debora Serracchiani tuona contro il centrodestra. «Il presidente Tondo si presenta da Monti con un pessimo biglietto da visita», ha detto alludendo all’incontro in programma giovedì a Roma. «L'unico fattore rimasto invariato nel passaggio dal governo Berlusconi a quello Monti – ha proseguito Serracchiani – è l'incapacità del centrodestra regionale a fare leggi decenti. Questo è ciò che accade quando ci si appiattisce su un partito che non ha nessuna cultura di governo come la Lega». E la Lega? L’impugnativa – ha replicato il capogruppo Danilo Narduzzi – è una «vergogna». «Ma noi non molleremo mai».

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