Sette sataniche e tatuaggi: il Fvg studia nuove leggi

Misto, Udc e Lega propongono di aiutare chi vuole uscire da circoli segreti. Il Pd ha invece ideato norme per disciplinare tatoo e applicazione di piercing

TRIESTE. Due persone ogni cento, in Italia, hanno avuto a che fare con sette religiose, più o meno affidabili. Il Friuli Venezia Giulia avrà presto una legge regionale che tutelerà chi finisce nella rete di queste organizzazioni, e soprattutto chi, a causa di queste sette, perde la propria libertà. La proposta di legge è stata illustrata ieri alla Terza commissione del Consiglio regionale dai firmatari.

Roberto Asquini e Luigi Ferone (Misto), Edoardo Sasco (Udc) e Mara Piccin (Lega Nord) hanno spiegato il senso dell’iniziativa. «Tutelare la salute e la qualità della vita della popolazione è importante per la continuità sociale - hanno indicato i consiglieri -, ma in particolare vanno assistite quelle persone che hanno subito pratiche di coercizione psicologica e che spesso non riescono a trovare il supporto morale o economico per uscire dal condizionamento».

L’obiettivo è quindi quello di contrastare ogni «manipolazione e controllo della vita della persona». A cadere nella rete di questi veri e propri abusi sono spesso soggetti deboli, che diventano vittime condizionate in modo pesante. In particolare, la proposta di legge si basa su due concetti: in primis, promuove la realizzazione di «progetti positivi» che potranno essere presentati da associazioni di volontariato e di utilità sociale, senza fini di lucro.

Poi, la norma istituisce degli sportelli di supporto, dove le vittime e i familiari delle persone in difficoltà potranno trovare una persona in grado di ascoltarli. Gli sportelli potranno offrire dei «percorsi di uscita», e, nel caso di particolari difficoltà, i familiari potranno richiedere l’intervento della Regione per la terapia psicologica e l’assistenza legale.

La Terza commissione ha poi ascoltato i soggetti interessati dalla legge che disciplinerà l’attività di tatuatori ed esperti di piercing. Confartigianato ha evidenziato l’opportunità di scorporare dalla norma il riferimento al trucco semipermanente, in quanto competenza degli estetisti. Il mondo della sanità ha chiesto di limitare l’applicazione del piercing al lobo dell’orecchio e non al padiglione auricolare, per le conseguenze invalidanti che potrebbero insorgere toccando la cartilagine.

Infine, in commissione sono state illustrate due proposte riguardanti l’endometriosi, una patologia cronica che affligge le donne, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parte interna dell’utero in altri organi. I testi propongono la creazione di un osservatorio regionale e di alcune iniziative.

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