Parco fotovoltaico nell’ex cava: comitati soddisfatti

Il gruppo Midolini rinuncia alla discarica del Torre Già installati 6.400 pannelli in un’area di circa 4 ettari

Un regalo di Natale inatteso. Così i rappresentanti del Comitato spontaneo del Torre e del Comitato San Gottardo hanno accolto la notizia della creazione di un parco fotovoltaico nel sito dell’ex cava “Di là de Tor”. Nei giorni scorsi era stata Raffaella Midolini ad annunciare la rinuncia del gruppo alla discarica a favore della svolta in direzione delle energie rinnovabili. «Non c’è due senza tre», aveva scherzato Midolini, numero uno dell’Ifim, la società che avrebbe dovuto gestire la discarica. E infatti, dopo i parchi fotovoltaici di Premariacco e San Gottardo, la prossima frontiera del Gruppo Midolini riguarda l’ex cava “Di là de Tor”. Il progetto è già stato affidato all’ingegner Michele Cossa che ha le idee chiare in merito: «Realizzeremo un impianto con tecnologia a concentrazione – spiega –. L’irraggiamento solare sarà concentrato da una lente che convoglierà l’energia su una cella di dimensioni più piccole di quelle utilizzate normalmente, aumentando il rendimento superficiale dell’intero impianto».

Un progetto innovativo perché «negli ultimi due anni ne sono stati realizzati pochissimi in Italia – rimarca Cossa –. Saremo così in grado di produrre 3 megawattpicco di energia in un ambito di ripristino di un’ex cava interna al parco del Torre». I tempi per la nascita del parco fotovoltaico “Di là de Tor” dipendono quasi esclusivamente dall’iter burocratico perché i lavori di San Gottardo (dove, all’interno di un’area di circa 4 ettari, sono stati montati 6.400 pannelli fotovoltaici di silicio policristallino) sono durati appena 45 giorni. Di primo acchito l’esito sembrerebbe essere quello di una gara senza perdenti. «Siamo molto contenti della notizia – commenta Alessandro Fornasier, presidente del Comitato spontaneo del Torre – perché sembra porre la parola fine a un lungo percorso iniziato nel 2001. La discarica Ifim era andata incontro a una prima bocciatura in sede di Conferenza tecnica provinciale che già allora sembrava avere chiuso i giochi. Poi però la società aveva presentato un secondo progetto, bocciato in sede di Valutazione di impatto ambientale, ma per cui pende tutt’ora un ricorso al Tar».

A giocare a sfavore della discarica era la localizzazione. «Il fatto di trovarsi all’interno del parco del Torre rendeva il sito inidoneo – prosegue Fornasier –, ma in quell’area esiste un altro progetto simile. È il piano per la creazione di una discarica dell’azienda Danelutto, perciò come Comitato restiamo sempre in allerta. In quel caso l’amministrazione comunale si è detta contraria perché la discarica sarebbe troppo vicina ai centri abitati di Godia e Beivars, ma non è ancora stata detta l’ultima parola».

Anche il presidente del Comitato San Gottardo, Pietro Felice Petrucco, è soddisfatto: «Finalmente si trova una destinazione d’uso diversa dal solito per una ex cava. L’auspicio è che anche Danelutto faccia lo stesso».

Michela Zanutto

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