Ecco i friulani che hanno fatto il Novecento

Venerdí, alle 17.30, all’auditorium della Regione, in via Sabbadini 31, sarà presentata la raccolta conclusiva, in tre volumi, del “Dizionario biografico dei Friulani”, il “Nuovo Liruti”, deidcato all’Età contemporanea. Interverranno Sergio Pagano, prefetto dell’archivio segreto Vaticano e Gianfranco D’Aronco, presenti l’assessore regionale Molinaro, il rettore Compagno e il presidente della Deputazione di Storia patria del Friuli Bergamini.
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Quattro tomi, comprendenti circa 1.300 voci, firmate da piú di 150 collaboratori, per un complesso di 3.776 pagine: in queste cifre si sintetizza la conclusione di un’impresa eccezionale, posta in cantiere dieci anni fa e giunta ora a compimento con il terzo volume del Nuovo Liruti. Dizionario biografico dei Friulani, dedicato a L’età contemporanea, curato da Cesare Scalon, Claudio Griggio e Giuseppe Bergamini, e pubblicato dalla Forum, che cosí si conferma una realtà di prim’ordine in campo editoriale.
Usciti nel 2006 i due tomi sul medioevo e nel 2009 i tre sull'età veneziana, ora chiunque voglia conoscere le vicende friulane tramite le biografie di coloro che ne sono stati gli artefici nel tempo dispone di un’opera che trova pochi riscontri a livello nazionale. Ispirato per un verso all’erudita raccolta settecentesca del Liruti, da cui prende il nome, e per un altro al Dizionario biografico degli Italiani, avviato piú di cinquant’anni fa dall’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, ma ben lungi dal volgere al termine, il Nuovo Liruti, frutto del coinvolgimento delle principali istituzioni scientifiche regionali e di studiosi affermati o esordienti, ma tutti competenti nei rispettivi ambiti di ricerca, pur essendo uno strumento di consultazione - dotato dell’elenco dei collaboratori, dell’indice delle voci di quest’ultima parte e d’uno generale, che ne facilitano la lettura -, riesce pure una ricostruzione complessiva della storia tra Tagliamento e Alpi Giulie, Goriziano incluso, dal 1797 ai giorni nostri, da cui non sarà possibile prescindere, come prova, del resto, l’ampia introduzione (66 pagine) di Cesare Scalon, animatore ed elemento di raccordo dell’intero progetto, visto che a lui si devono pure la cura, da solo, della prima parte e, insieme con Claudio Griggio e Ugo Rozzo, della seconda.
In esso, infatti, lo studioso, esponente delle migliori tradizioni accademiche friulane, traccia una chiara e puntuale sintesi della vita civile, economica e intellettuale del Friuli avvalendosi delle notizie reperibili nelle singole voci, che non lasciano scoperto alcun settore, sport compreso, né momento, giungendo sino a pochi mesi fa, dal momento che tra i biografati vi sono anche Enzo Bearzot e Carlo Sgorlon, scomparsi di recente. Nel saggio è tratteggiato, in primo luogo, un nitido profilo di storia della storiografia friulana, dal Liruti al di Manzano, dal Leicht al Mor, senza trascurare neppure altri minori, onde inquadrare il Dizionario nel suo naturale contesto, per passare poi alla letteratura in italiano e in friulano, agli studi glottologici e folclorici, alla geografia, alla storia religiosa, all’arte e all’architettura, riservando un opportuno spazio pure alla dimensione economica, cosí da delineare un quadro articolato della società locale, colta nella sua complessità e nelle sue trasformazioni nel tempo.
Se è vero che la Storia fa gli uomini, è del pari vero che sono pure gli uomini a farla, e questa ricostruzione, condotta tenendo conto dell’apporto dei friulani - e di coloro che, pur non essendo tali d’origine, in Friuli in prevalenza operarono e vissero -, ne è la migliore testimonianza, dimostrando, inoltre, che questa regione, tutt’altro che marginale e periferica, perché, se vista in una prospettiva europea, come già negli anni Sessanta proponeva Gaetano Perusini, cui è dedicata una specifica scheda, si trova al centro del continente, all’intersezione tra mondo latino, germanico e slavo, ha saputo dare un contributo originale e sovente d’alto livello all’Italia.
Le singole voci - talune molto ampie, delle vere e proprie piccole monografie -, sono, infine, corredate d’un apparato iconografico assai accurato, che ne costituisce un ulteriore pregio, e d’aggiornate e complete note bibliografiche, che consentono ulteriori approfondimenti e ampliamenti dell’indagine. Se la salute d’una cultura si manifesta attraverso le opere che sa esprimere, allora quella friulana ne gode veramente di ottima.
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