Ghanesi spaccati e Kwasi “Berlusconi” incorona il nuovo re

Scoppia una lotta intestina all’interno della comunità ghanese della provincia di Udine. Da un lato c’è il presidente della comunità, Kofi Bonsu, immigrato di seconda generazione, democraticamente eletto lo scorso maggio dalla maggior parte dei suoi connazionali. Ma dall’altro c’è Opoku Kwasi, chiamato dai suoi connazionali “Berlusconi”, che non si rassegna. E’ convinto che il posto di presidente spetti a lui e l’altra sera, insieme a un centinaio di dissidenti, ha organizzato, in un tendone di Basaldella, un festival della cultura ghanese, nel quale è stato eletto anche un nuovo “re”, altra carica che viene scelta all’interno della comunità. Ma il problema è che un presidente e un “re” ci sono già, e quindi non ci dovrebbero essere nuovi candidati, almeno fino alle prossime elezioni che si svolgeranno tra 4 anni.
“Berlusconi”, però, non vuole proprio aspettare e ha deciso di organizzare una cerimonia, per incoronare il nuovo “re”, scelto da lui e dal suo clan. Il “re” eletto l’altra sera è Nana Konadu Yiadom Gyata Okumani I, che è salito sul trono, vestito con il suo costume tipico, dopo che un bambino ha portato la sedia reale a braccia su un palco. Il neo “re” è entrato in sala, ha salutato i presenti e si è ufficialmente insediato al vertice della comunità ghanese locale, appoggiato da Kwasi “Berlusconi”.
Saputa la notizia, il vero presidente Kofi Bonsu ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni. «”Berlusconi” - ha detto Bonsu - ha già perso le elezioni tre volte e non si rassegna, vorrebbe guidare lui i ghanesi della provincia di Udine, che sono oltre 2 mila, ma non ha le necessarie capacità. Basti sapere che “Berlusconi” non sa una parola di italiano e parla male anche l’inglese, quindi non è assolutamente in grado di rappresentare i miei connazionali di fronte alle istituzioni locali. In questo modo crea soltanto confusione nella comunità e deve smetterla di assumere simili comportamenti dannosi per tutti gli immigrati».
Intanto, fuori dal tendone, mentre il nuovo “re” veniva incoronato, c’erano anche dei contestatori che invitavano i presenti a non partecipare alla cerimonia, «perché – ribadivano – non ha nessuna ufficialità ed è soltanto una messa in scena organizzata da “Berlusconi”». Ma “Berlusconi”, tuttavia, continua per la sua strada, ha un clan numeroso che gli è amico e non riconosce l’attuale presidente. Il suo portavoce, Paul Simons, ha affermato: «“Berlusconi” è il presidente e, con lui, abbiamo deciso di organizzare questo evento per far rivivere anche in Italia e in particolare a Udine le nostre antiche tradizioni, che prevedono l’incoronazione di un re». Ma Kofi Bonsu non ci sta. Non intende lasciare il campo libero a “Berlusconi” e si è già rivolto all’ambasciata del Ghana, a Roma. «L’ambasciatore ha ribadito che il presidente della comunità del Friuli sono io – ha detto Bonsu - perché sono stato democraticamente eletto. All’inizio del prossimo anno verrà personalmente in Friuli per risolvere la questione». Ma “Berlusconi” si arrenderà?
Renato Schinko
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