Fontanini e padre Pio I frati pugliesi interessati al caso

Malattia e fede, fa discutere la dichiarazione del presidente In Friuli migliaia i devoti al santo e ogni anno pellegrinaggi
Tolmezzo 15 Novembre 2011. Fontanini e Brollo all' Istituto Linussio. Telefoto Copyright Foto PFP
Tolmezzo 15 Novembre 2011. Fontanini e Brollo all' Istituto Linussio. Telefoto Copyright Foto PFP

UDINE. Sorpresa, clamore, interesse. Ha suscitato un mix di sentimenti contrastanti l’outing del presidente della Provincia, Pietro Fontanini, sulla sua malattia e soprattutto sul suo rapporto speciale con padre Pio. Discussioni, dibattiti, critiche, prese di posizione: tanto che anche sul sito Internet del nostro giornale (www.messaggeroveneto.it) questa era la notizia di gran lunga più “cliccata”. «Sto guarendo da un linfoma - aveva detto l’inquilino di palazzo Belgrado durante una conferenza davanti agli studenti di Tolmezzo - certo grazie alle cure straordinarie dei medici, ma anche grazie a padre Pio».

A lui, nordista tutto d’un pezzo, cattolico sì, ma devoto alla madonna di Castelmonte, il santo di Pietrelcina era apparso in sogno, pochi giorni dopo che i medici gli avevano diagnosticato il tumore. E da lì il “feeling” tra Fontanini e il santo delle stimmate è diventato sempre più stretto, tanto che il politico padano è andato, in agosto, a pregare sulla tomba, a San Giovanni Rotondo.

Ma se Fontanini è un personaggio pubblico e le sue dichiarazioni fanno rumore, non è certo l’unico friulano seguace del frate meridionale. Sono infatti un migliaio i nostri conterranei che, nel corso degli ultimi 20 anni, sono diventati fedelissimi di padre Pio. Pellegrinaggi che ogni anno Silvano Nascimbeni, 65 anni, carnico di Dierico, una vita di lavoro spesa negli alberghi di mezza Europa, organizza dal Friuli alla volta di Puglia e Campania. «Un tempo riuscivo a fare anche tre corriere l’anno - dice -, adesso, per colpa della crisi, ci limitiamo a un viaggio. Ma è sempre un’esperienza che arricchisce chi ci va».

E’ stato Nascimbeni il primo a far conoscere il frate campano alle nostre latitudini. E lui, devotissimo al santo, non è stupito da quanto è accaduto al presidente della Provincia. «Padre Pio non guarda in faccia a nessuno - spiega Nascimbeni -, siamo tutti uguali, tutti fratelli. Lui ha voluto mettere le mani su Fontanini, ha voluto dargli un’altra possibilità. Io non lo definisco miracolo: è un dono, una vita che Fontanini si è guadagnato, in base al suo comportamento retto e all’amore della sua famiglia, che lo ha aiutato in questi momenti difficili».

Nascimbeni ha voluto scrivere una lettera al presidente proprio su questa delicata questione. Il caso, infine, ha avuto eco anche nelle terre di padre Pio, con l’interessamento dei frati di San Giovanni Rotondo. In particolare padre Marciano Morra, segretario nazionale dei gruppi di preghiera, ha chiesto la testimonianza di Fontanini e intende contattare di persona il presidente leghista della Provincia.

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