Rivolta fiscale anti-sprechi

Pordenone, l’ex presidente Life scrive ai politici e Tremonti si fa vivo. Appello agli imprenditori: fate come me se buttano via i soldi.

UDINE. «E adesso basta!». Basta al pagamento di tasse e balzelli per servizi che non esistono, per opere che non servono, per interventi inutili, per investimenti a vantaggio di pochi. E non è solo un «basta» dichiarato, è un «basta» agito: d’ora in poi il Mobilificio Santa Lucia di Prata di Pordenone opererà la «disubbidienza civile per la tassa sui rifiuti solidi urbani, 9 mila 446 euro l’anno, a fronte della quale il Comune non fornisce alcun servizio, e per l’Imposta comunale sugli immobili, l’Ici, il cui costo è di 64 mila 458 euro l’anno, a fronte del quale ho verificato innumerevoli sprechi sia per quanto concerne l’inutilità, la caducità e la sproporzione tra bisogni da soddisfare e costi sopportati». Firmato: Angelo Piccinin, presidente del consiglio di amministrazione del Santa Lucia spa.

Angelo Piccinin, storico presidente della Life, ha inviato ieri al sindaco di Prata Nerio Belfanti, ai componenti della giunta e del consiglio comunali, al presidente della Provincia Alessandro Ciriani, a quello della Regione Renzo Tondo, all’assessore alle Attività Produttive Federica Seganti, al presidente di Unindustria e al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, una lettera con cui informa della decisione assunta. «Constatate le crescenti difficoltà del settore del mobile, sia per quanto riguarda i mercati esteri che il mercato italiano a conseguenza della crisi - scrive Piccinin rivolgendosi al sindaco Belfanti - sono a comunicarle che l’azienda si sta impegnando nel tentativo di mantenere tutti i posti di lavoro avendo il dovere, in questo sforzo, di abbattere tutti i costi diretti e indiretti non funzionali al mantenimento dei nostri prodotti sui mercati. Per cui si è deciso, per il bene dell’azienda e dei posti di lavoro, di non sopportare più i costi in oggetto (tassa rifiuti e Ici)». Le ragioni sono: la totale mancanza di servizio a giustificazione della tassa sui rifiuti, e «l’utilizzo scriteriato delle risorse per la costruzione di molte opere comunali».

E’ un lungo e dettagliato elenco quello che segue, con il quale l’imprenditore ripercorre scelte e investimenti e valuta opportunità e finalità di ciascuno, operati dall’amministrazione comunale di Prata, ovviamente con i soldi dei cittadini. Si va dal «frangisole nella facciata del capannone comunale destinato a ricovero attrezzi», «una struttura del tutto inutile. A seguire c’è l’attracco sulla sponda destra del Meduna, 120 mila euro e oltre, «mai utilizzata e praticamente distrutta dalla prima montana». Per non parlare del «marciapiedi in marmo rosa» o della «pavimentazione a pavè» in centro città, realizzati con materiali fragili e inadeguati: con meno soldi si sarebbe avuta la stessa funzione. In elenco c’è il Parco di San Simone a Prata di Sopra, «praticamente inutilizzato», il nuovo campo di calcio, spropositato in rapporto alla passione dei pratesi per tale sport e squadra, il palazzetto in costruzione, il parco di Prata capoluogo, l’edificio della piazza centrale, la rotonda sulla Pordenone-Oderzo.

«Caro sindaco, fino a quando non si tornerà al buon senso nello spendere le risorse della comunità - conclude Piccinin - ritengo legittimo trattenere queste somme per tentare di salvare u posti di lavoro dell’azienda di cui sono il presidente del Cda». L’imprenditore suggerisce infine un confronto aperto «per decidere quali siano le priorità nell’utilizzo delle sempre più scarse risorse disponibili». Magari facendo ricorso ai referendum, come accade in Svizzera, per condividere con i cittadini quali opere siano disposti a realizzare «con il denaro uscente dalle loro tasche».

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