Caso sede, l’appoggio del vescovo
Lo spirito della Opera Sacra Famiglia non è quello di speculare, ma di prestare aiuto soprattutto ai giovani. Vi esorto perciò a non mollare. Io sono dalla vostra parte e per quanto posso perorerò la vostra causa con chi di dovere».
Il vescovo Giuseppe Pellegrini ha così dichiarato ieri pomeriggio, nel corso della visita di cortesia fatta alla sede di viale Grigoletti su invito de I Ragazzi della Panchina, rispetto alla trattativa di compravendita che è in corso tra l’Ass 6 e l’Opera sacra Famiglia di Pordenone, proprietaria della casa che dal 2000 ospita la sede dell’associazione. Un’operazione questa che va avanti dal 2010, da quando cioè dopo il rischio sfratto del dicembre 2009 l’Opera ha concesso all’Ass6 (che si fa carico dell’affitto) una proroga.
«La Regione – ha spiegato al vescovo la presidente de I Ragazzi, Ada Motznich – nel settembre dell’anno scorso ha stanziato a favore dell’Ass 6 un contributo di 300 mila euro vincolati all’acquisto della casa. Se non troviamo un accordo con la proprietà entro il 31 dicembre però – è la preoccupazione – i soldi dovranno essere restituiti e noi saremo costretti a trovare un altro luogo, rovinando così tutto il lavoro di integrazione fin qui fatto tra i ragazzi e la gente del quartiere».
I rapporti tra le parti si sono arenati sulla definizione del prezzo dell’immobile: tra i 280 mila euro e i 300 mila il valore stimato contro i 500mila richiesti dalla proprietà e sui quali il presidente dell’Opera, Adriano Rosset, sembra non voler cedere. «E’ una cifra – lamenta Motznich – che l’Azienda non potrà mai spendere».
Milena Bidinost
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