Comuni contro la manovra massiccia adesione in Fvg

UDINE. Massiccia, per quanto non unanime, adesione dei comuni del Friuli Venezia Giulia, oggi, alla mobilitazione contro la manovra finanziaria indetta dall’Anci. Delle città capoluogo non ha partecipato soltanto Gorizia. Rispetto alle modalità proposte a livello nazionale, però, nella nostra regione è stata scelta una linea più soft. Nei municipi, gli uffici anagrafe e stato civile sono rimasti aperti, per non causare disservizi ai cittadini. «La consegna delle deleghe non l’abbiamo nemmeno presa in considerazione come esecutivo» ha puntualizzato il presidente del Fvg per l'Associazione nazionale dei comuni Mario Pezzetta, che ha incontrato, ieri mattina a Trieste, il prefetto Alessandro Giacchetti, insieme al sindaco del capoluogo giuliano Roberto Cosolini.
Protagonisti di iniziative analoghe, a Udine, il sindaco Furio Honsell, che ha esposto le sue preoccupazioni al Commissario di governo Ivo Salemme e, nel pordenonese, soltanto i primi cittadini del capoluogo, Claudio Pedrotti e di San Vito al Tagliamento, Antonio Di Bisceglie, che hanno consegnato al prefetto Pierfrancesco Galante un documento in cui chiedono di «manifestare al Governo nazionale la gravità della situazione a seguito della manovra». Ora l’Anci chiede alla Regione un incontro urgente, per concertare i nuovi assetti istituzionali e organizzativi. «Siamo consapevoli – ha affermato Pezzetta – che gli enti locali del Fvg non subiranno gli stessi tagli di quelli delle regioni ordinarie, ma è evidente che il dislivello che si creerà non potrà che ripercuotersi negativamente su di noi, accrescendo il malumore per quelli che molti considerano privilegi ingiustificabili».
Sulla mancata unanimità dei sindaci, Pezzetta ha osservato di rimando che «tutti sono uniti dalle medesime preoccupazioni, poi è inevitabile che ci siano diverse sensibilità politiche». Alle critiche del coordinatore del Pdl Isidoro Gottardo, che aveva bollato come «incomprensibile» la protesta, Pezzetta replica che «la specialità della regione non è un dato permanente e che pertanto va sempre difesa da tutte le istituzioni con politiche innovative e davvero federalistiche, che premino le autonomie locali attraverso un intelligente decentramento di funzioni. Aderendo, di fatto, tuteliamo soprattutto la specialità del Fvg». In provincia di Gorizia, su 25 comuni soltanto 3 (Villesse e Grado, oltre al capoluogo isontino) non hanno aderito. In Friuli i “dissidenti” sono arrivati a quota 18: si sono aggiunti Cividale, Rivignano, Gemona, Pozzuolo e Pasian di Prato, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco. «Totalmente contrario» il primo cittadino di Codroipo Fabio Marchetti, così come a Remanzacco Dario Angeli («Inutile che i sindaci scioperino, bisogna pensare invece a risolvere i problemi delle comunità») e a Pavia di Udine Mauro Di Bert («Questa manovra non mi piace ma ci sono altri mezzi per rivendicare ciò che ci spetta, siamo una regione virtuosa»). I Comuni che hanno invece aderito, hanno optato per azioni simboliche.
«Il Governo ha tagliato 7 miliardi e mezzo di euro agli enti locali, senza però dire dove. Purtroppo – ha spiegato ieri agli udinesi Honsell – questo si riverserà su di voi e sui servizi del Comune più elementari, ma importantissimi». Gli ha fatto eco, da Trieste, Cosolini: «Noi pagheremo il prezzo più alto: con la crisi aumenterà la richiesta di servizi sociali mentre caleranno le risorse». Intanto, anche il Fvg ha firmato il documento delle autonomie speciali. L’assessore regionale al bilancio Sandra Savino ha riferito che si procederà a un’autoriforma per ottimizzare le spese, senza mettere a repentaglio l’autonomia. Savino ha rintuzzato gli attacchi contro le autonomie, definendoli paradossali. Si vuole, secondo Savino, colpire uno degli enti più virtuosi, che ha dato storicamente prova di buon governo.
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