Ospedale di Pordenone, cresce il no alla variante

Dopo gli alleati, anche la lista Bolzonello si dichiara contraria a questa soluzione. E adesso si fa strada l'Ipotesi della cartolarizzazione.

PORDENONE. La maggioranza che governa il Comune di Pordenone alza le barricate contro ogni ipotesi di cambiamento di destinazione d’uso dell’area di via Montereale per finanziare il nuovo ospedale in Comina. Dopo le affermazioni del sindaco, Claudio Pedrotti, e le critiche del Pd regionale, è anche la lista Bolzonello a ritirare la mano se la proposta di apertura al dialogo lanciata dal Pdl si concretizzerà con il cambio delle carte in tavola rispetto a quanto deciso in precedenza. «Se è vero, come è vero, che da parte del nostro gruppo c’è sempre stata la condivisione dell’impostazione “ideologica” del nuovo ospedale, così come la localizzazione diversa rispetto a quella attuale, necessaria per far sì che l’ospedale sia veramente concepito e costruito con le caratteristiche delineate - sostiene il gruppo politico - altrettanta condivisione non c’è rispetto a come stanno procedendo le cose in termini di tempi, di finanziamenti e di destinazione urbanistica dell’area sede dell’attuale ospedale».

La lista civica sottolinea che in via Montereale «non accetteremo alcuna speculazione edilizia. La posizione della nostra amministrazione è, sul punto, conosciuta dalla Regione da molto tempo ed è espressa da documenti ufficiali quali i verbali del tavolo di redazione dell’accordo di programma. Su quei verbali Bolzonello e Zanolin hanno affermato la non volontà dell’amministrazione comunale di Pordenone di addivenire a una variante urbanistica di valorizzazione dell’area, il tutto alla presenza degli assessori regionali Kosic e Savino. Non si cerchi di spostare responsabilità del centro-destra regionale e locale su questa amministrazione, perché gli atti parlano chiaro».

E’ l’intera operazione, peraltro, a creare più di qualche dubbio. In attesa dell’emendamento all’assestamento di bilancio, in agenda la prossima settimana a Trieste, e il piano di alienazione degli immobili regionali, che sarà allegato alla prossima Finanziaria - quindi non prima della fine dell’anno - l’unica strada per trarre fondi da via Montereale e destinarli all’ospedale in Comina sarebbe quella della cartolarizzazione degli immobili, ovvero la cessione a una società pubblica e privata che girerebbe poi non più del 50 per cento del valore alla Regione. A parte che in questo modo l’Azienda ospedaliera verrebbe spogliata di patrimonio e garanzie sugli impegni bancari attuali, l’area dovrebbe essere valutata almeno 200 milioni di euro per far partire l’operazione. Un valore di stima considerato elevato, a maggior ragione se, da parte del Comune, non ci sarà la disponibilità a cambiare la destinazione d’uso dell’area.

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