Spiagge libere e servizi di qualità Confesercenti: sfide da vincere
LIGNANO
Carenza di lavoratori stagionali, ancora maggiore impulso ai servizi di qualità e mancanza di spiagge libere a Pineta e a Riviera: sono questi i nodi principali e gli elementi fondamentali su cui si gioca la stagione balneare lignanese. A dirlo è Confesercenti, associazione di categoria che, chiamata a sostegno degli imprenditori lignanesi da alcuni degli stessi operatori turistici della località, ieri è sbarcata a Lignano aprendo uno sportello in viale Verona (negli spazi dello Studio Baraldi Consulting): si punta ai 300 iscritti. Presenti per il taglio del nastro del nuovo servizio sono stati Marco Zoratti, presidente Confesercenti Udine, Vittorio Messina, presidente Assoturismo Nazionale (in diretta su Zoom), Mario Marini, presidente di Confesercenti Fvg, Alberto Cicuta, direttore di Confesercenti Fvg, l’assessore di Lignano Paolo Ciubej, Michela Calore, presidente dello Studio Baraldi Consulting, e Alex Giraldi, vicepresidente dell'associazione Operatori Lignano che, portando i saluti della presidente Chiara Zilli, ha auspicato che la presenza di Confesercenti possa contribuire a risolvere alcune criticità che perdurano da tempo.
Formata lo scorso anno a seguito delle difficoltà riscontrate nell’utilizzare liberamente la porzione di spiaggia di Pineta e Riviera dove non sono presenti lidi non a pagamento, l’associazione per tentare di risolvere la questione si era già rivolta a Confcommercio. «Per noi Lignano è una nuova piazza, ma il tema all’ordine del giorno che, già sollecitato lo scorso anno ci chiedono i nostri neo-associati, è quello delle spiagge libere – afferma il presidente Zoratti –. Ora che la problematica sollevata ci è chiara, ci affideremo all’ufficio tecnico per poi confrontarci con gli organi preposti verificando se la situazione sia sanabile. A Lignano – specifica – finora non avevamo motivi per intervenire, ma ora ci è stata chiesta un’alternativa di rappresentanza sindacale». Nei primi week-end che hanno visto la località gremita di turisti «si è trattato soprattutto di pendolari, ma con il turismo “mordi e fuggi”, che non alimenta alberghi e affittanze, non c’è effettiva ripartenza – prosegue Zoratti –. Auspichiamo che, come peraltro pare, nei prossimi mesi si registrino vacanze più lunghe, cambiamento che porterebbe la domanda e l’offerta di lavoro a incontrarsi». Non solo: «Nessun’altra nazione vanta una proposta eno-gastronomica e culturale come la nostra – aggiunge Zoratti -: dobbiamo puntare sulla qualità dei servizi». Nel pre-pandemia la filiera del turismo, infatti, rappresentava il 13,5% del Pil nazionale: «Per la ripartenza – conclude Messina – occorre portare avanti un’attenta attività di riforme istituzionali, del fisco e del costo del lavoro». —
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