Vaccinazioni, salta l'accordo tra medici di famiglia e Regione: "Ci hanno offerto 6 euro a paziente, meglio gratis a questo punto"

UDINE. Non c’è accordo tra medici di base e Regione sulla campagna di vaccinazioni anti Covid. Ieri i rappresentanti delle sigle sindacali dei camici bianchi hanno incontrato i funzionari dell’amministrazione per discutere di protocollo e riconoscimento economico della prestazione. La possibile intesa si è arenata proprio sulla parte economica: i 6 euro di rimborso per ogni paziente proposti dalla Regione, sono stati considerati insufficienti in modo compatto da tutto il fronte sindacale. Sulla normativa, invece, pare che le posizioni siano più coincidenti, anche se i professionisti si sono riservati di apportare qualche modifica e dei suggerimenti.
Deluso il dottor Khalid Kussini, segretario provinciale di Udine del Fimmg, la sigla che raccoglie la rappresentanza di oltre due terzi dei medici del Friuli Venezia Giulia. «A dire il vero non è proprio andata come desideravamo, per sposarsi bisogna essere in due - ammette senza tanti giri di parole Kussini - . Noi abbiamo esposto le nostre ragioni, ma se le proposte che fanno sono di quel genere lì, allora salta tutto. Ci hanno offerto 6 euro per vaccinazione questo non va bene, nella parte economica si è arenato tutto.
Volevamo far ragionare i vertici della Regione, ma non c’è stato verso. Ci siamo lasciati con l’intenzione di ritrovarci a breve, un secondo incontro per provare a ricucire, ma così come è stato presentato l’accordo non si poteva andare molto lontano. I medici di medicina generale sono circa 900 in Friuli Venezia Giulia, noi siamo l’esercito, siamo indispensabili in questo periodo molto difficile per la pandemia. Se ognuno di noi fa mille vaccinazioni in un paio di mesi al massimo vacciniamo tutta la popolazione residente, basta fare un paio di calcoli. Invece con i metodi della Regione, solo per i 15 mila over 80 che hanno bisogno di assistenza a casa, con i ritmi attuali ci vogliono 200 giornate per vaccinarli, ma è una cosa impraticabile. E i cittadini che hanno dai 18 ai 65 anni come vengono immunizzati?».
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Il medico ha ribadito le posizioni della categoria. «Se volete che ci sposiamo - abbiamo spiegato alla Regione - dobbiamo essere in due, se troviamo l’accordo, noi possiamo essere coinvolti anche immediatamente. Una cosa che mi ha amareggiato è stato il divieto alla dimostrazione che avevamo previsto per sabato a Latisana: volevamo fare 500 dosi di vaccino, per dimostrare che noi siamo pronti, ma la politica ci ha detto che pur apprezzando l’iniziativa, con 500 dosi potevamo destabilizzare l’azienda. Io volevo solo dare una mano, non mi portavo le fiale di vaccino a casa mia, dimostravo quanto eravamo capaci a operare».
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Nei giorni scorsi erano emerse altre cifre per le vaccinazioni - 10 euro se fatte nell’ambulatorio e 28 euro se a domicilio -, ma la Fimmg sostiene che l’offerta è stata inferiore. «Personalmente mi sono sentito offeso - continua il dottor Kussini - , a questo punto preferisco dire al mio assistito che il vaccino glielo faccio gratis. Se ho bisogno dell’intervento di un idraulico, solo il diritto di chiamata mi costa 50 euro. Eppure il nostro coinvolgimento, in questa partita, è essenziale per avere successo. Tutte le sigle sindacali presenti sono state concordi con questa linea. Per il resto, il protocollo è abbastanza condivisibile, ci siamo riservati di fare qualche osservazione. La Regione deve venirci incontro, la pandemia è adesso».
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