Non si fermano i lutti alla Scrosoppi: addio a tre anziane positive al virus

Giovanna Rassati
Giovanna Rassati

TOLMEZZO. Cresce il numero delle vittime nella casa di riposo di Tolmezzo, gravemente colpita dall’infezione da coronavirus: sono 21 dall’inizio della seconda ondata. Le ultime sono Ines Flamia, 85 anni; Silvia Seravalle, 93, e Giovanna Rassati, 92. La loro salute, già messa alla prova da alcune patologie, è stata aggravata dal virus.

Le storie

Flamia, originaria di Imponzo di Tolmezzo, aveva lavorato all’ex Seima di Tolmezzo e si era dedicata con passione alla famiglia e alla vivace vita di paese. Da poco era diventata ospite dell’Asp San Luigi Scrosoippi. «Una delle persone più buone che abbia mai conosciuto», dice invece il sindaco di Rigolato, Fabio D’Andrea, ricordando Silvia Seravalle.

Nata a Trivignano, si era trasferita definitivamente a Valpicetto con la sua famiglia e vi aveva condotto una vita piena di affetti e impegni. «Sempre all’opera e “precisina” nei suoi lavori – racconta il figlio Giuseppe Di Vora –, l’amarezza per noi è stata la distanza imposta dai decreti e la solitaria scomparsa della mamma».

Giovanna Rassati, originaria di Socchieve, ultima di otto fratelli, era nata il 25 novembre del 1927 e avrebbe festeggiato mercoledì il suo novantatresimo compleanno. Con grande amore aveva assistito la madre e si era quindi trasferita a Enemonzo con il marito Enrico, di cui era rimasta molto presto vedova, lavorando per l’azienda familiare.

«Era una donna discreta e gentile, affezionata alla famiglia – racconta la figlia, Sonia Mecchia –, ha cresciuto me e i miei due fratelli con amore e un profondo senso del lavoro e rispetto per il prossimo. Purtroppo le normative non ci hanno permesso nemmeno di esserle vicino nel momento estremo. La vera tragedia – continua commossa la figlia – è dover ricevere la triste notizia e sapere che i nostri cari sono rimasti distanti e soli».

L’amministrazione di Enemonzo, rappresentata dal sindaco Franco Menegon, partecipa al cordoglio della famiglia e della comunità. «Mancano o arrivano in ritardo le comunicazioni ufficiali dei malati Covid – lamenta inoltre il primo cittadino – e questa asincronia tra sanità e istituzioni crea impotenza e difficoltà di gestione. Serve rapidità per poter essere efficaci e invece il sistema di comunicazione è ancora troppo lento», conclude Menegon.

I numeri alla Scrosoppi

Rimangono invariati, invece, i numeri del contagio alla casa di risposo del capoluogo carnico. I vertici della Scrosoppi hanno comunicato che i positivi al coronavirus restano 57, cioè 40 ospiti e 17 operatori, mentre nove risultano i negativizzati. Tutti sono in attesa del prossimo giro di tamponi.

«Ogni parola in questa situazione rischia la retorica – ha commentato ieri il sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo, che si è anche detto amareggiato dai luttuosi eventi –. È per questo che le uniche parole che desidero condividere sono quelle di condoglianze ai cari dei defunti e di sostegno a chi lavora alla Scrosoppi, sotto pressione negli ultimi mesi». —

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