Caso di positività alle medie nelle Valli del Natisone: quattro classi in quarantena

SAN LEONARDO. Tutte e tre le classi della scuola media di San Leonardo, per un totale di 36 studenti, e una prima di quelle di San Pietro al Natisone, che conta una decina di allievi, sono in quarantena fiduciaria per disposizione della dirigente dell’Istituto comprensivo del capoluogo valligiano, Elena Romano, che ha messo in atto le indicazioni fornitele dal Dipartimento di prevenzione nel momento in cui è stato accertato un caso di positività in ambito scolastico.
Parrebbe, ma sul punto si raccolgono solo indiscrezioni, che si tratti di un professore, non di un ragazzo: potrebbe quindi trattarsi di un insegnante che frequenta entrambi i plessi, facenti appunto capo allo stesso Istituto comprensivo. Tutti i ragazzi, complessivamente 46, sono stati sottoposti a tampone fra la giornata di mercoledì e quella di ieri: i risultati dei test sono attesi per oggi, e nel momento in cui si avrà il responso si capirà se i tempi dello stop della didattica possano corrispondere a quelli indicativamente fissati, che prescrivono la permanenza a casa degli studenti fino a domani, sabato 30 ottobre, e se sia così possibile riattivare le lezioni in presenza già da lunedì. Il provvedimento è stato comunicato dalla stessa dirigente ai due Comuni coinvolti, le cui amministrazioni stanno ora monitorando con attenzione gli sviluppi della situazione, che già oggi, come detto, dovrebbe chiarirsi.
«Non sono state ritenute necessarie, invece, misure precauzionali né per il corpo docente né per il personale Ata», spiega la vicesindaco di San Leonardo, Teresa Terlicher, che detiene – in cooperazione con l’assessore Michela Gus – la delega all’istruzione. Lo stesso vale per il capoluogo valligiano: «Sono in costante contatto con la dirigente – rileva l’assessore all’istruzione di San Pietro al Natisone, Elena Chiabudini –, che ha posto in essere in maniera rigorosa, in via cautelativa, il protocollo indicato dal Dipartimento di prevenzione».
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Anche il sindaco Mariano Zufferli, come il collega di San Leonardo, Antonio Comugnaro, segue l’evoluzione della vicenda: «L’importante – commenta il primo – è riuscire a portare avanti, pur con tutte le difficoltà del momento, la didattica in presenza».
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