In Austria contagi in aumento: il governo eleva il grado di allerta in 25 mandamenti

La Corona-Kommission ha acceso la “luce rossa”: significa il livello più elevato di rischio contagio
epa08288473 A Hungarian police officer checks the documents of a driver arriving from Austria at the border station of Sopron, Hungary, 12 March 2020, after the Hungarian government announced on 11 March the state of emergency over the spread of the novel coronavirus Covid-19 disease, which among others re-establishes controls along the Austrian and Slovenian borders and prohibiting entry into Hungary for foreign nationals arriving from Italy, China, South Korea and Iran. EPA/FILEP ISTVAN -- -- ATTENTION EDITORS: VEHICLE'S PLATE PIXELATED AT SOURCE -- HUNGARY OUT
epa08288473 A Hungarian police officer checks the documents of a driver arriving from Austria at the border station of Sopron, Hungary, 12 March 2020, after the Hungarian government announced on 11 March the state of emergency over the spread of the novel coronavirus Covid-19 disease, which among others re-establishes controls along the Austrian and Slovenian borders and prohibiting entry into Hungary for foreign nationals arriving from Italy, China, South Korea and Iran. EPA/FILEP ISTVAN -- -- ATTENTION EDITORS: VEHICLE'S PLATE PIXELATED AT SOURCE -- HUNGARY OUT

VIENNA. L'epidemia da Covid-19 in Austria si fa di giorno più allarmante. Sia ben chiaro: non c'è ancora nessuna emergenza, perché il numero dei ricoveri (fino a ieri poco più di mille) non sta mettendo in difficoltà il sistema ospedaliero, mentre i 158 degenti in terapia intensiva rappresentano una percentuale dei posti letto a disposizione ancora lontana dal quel 40% che farebbe suonare i campanelli di allarme.

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Ma è il tasso di crescita dei contagi che preoccupa. Ieri ne sono stati registrati altri 2.527, il giorno prima erano stati poco oltre 2.000, il giorno prima ancora intorno ai 1.500. Insomma, il numero ogni giorno aumenta di 500 unità, di modo che il pericolo paventato dal cancelliere Sebastian Kurz di 6.000 contagi al giorno per dicembre potrebbe diventare realtà prima del previsto. E in tal caso le cose si farebbero davvero serie.

È in considerazione di questi dati che la “Corona-Kommission” (ovvero la commissione di 19 esperti che affianca il Ministero della Salute) ha acceso la “luce rossa” per 25 mandamenti del Paese. Luce rossa significa il livello più elevato di rischio contagio (la valutazione è espressa in quattro livelli, dal verde al rosso). La “Kommission” emette il suo verdetto una volta alla settimana.

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Closure of the border of Monrupino between Slovenia and Italy, amid the coronavirus emergency, 12 March 2020. ANSA/ MICOL BRUSAFERRO

Fino a sette giorni fa i mandamenti “rossi” erano soltanto quattro: Innsbruck città, mandamento di Innsbruck, Hallein (Salisburghese) e Wels (Alta Austria). Da ieri la mappa dell'Austria presenta macchie rosse da un'estremità all'altra: tutti i Länder ne sono colpiti, con eccezione della Carinzia, che rappresenta una singolare eccezione.

Va da sé che la valutazione degli esperti non tiene conto soltanto del numero dei contagi, ma di un insieme di fattori, come la quota degli asintomatici, il numero dei test effettuali, le classi di età, la capacità del sistema sanitario di far fronte alla situazione.

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 Alle brutte notizie di carattere sanitario si aggiungono quelle che riguardano l'economia. Le più gravi sono arrivate da fuori. Prima la Germania e poi anche l'Olanda hanno dichiarato l'Austria “Paese a rischio” (non tutta l'Austria: per la Germania non è a rischio la Carinzia; per l'Olanda sono a rischio per ora solo il Salisburghese e l'Alta Austria). Significa che tedeschi e olandesi sono vivamente sconsigliati dall'effettuare viaggi in queste regioni. Se lo faranno, al ritorno dovranno sottoporsi a un periodo di quarantena o esibire un test negativo al Covid-19 (in Olanda l'opzione test non è ammessa).

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