A Pordenone nasce l'idea della "pizza sospesa" per medici e infermieri impegnati in prima linea

Solidarietà da parte di ignoti cittadini che hanno capito che di gesti belli, in questi giorni, c’è sempre più fame

PORDENONE. È una delle tante cose belle che ci ha lasciato Luciano De Crescenzo: il caffè sospeso. Il grande scrittore napoletano ci racconta che una volta, al Quartiere Sanità, se qualcuno al bar era felice perché gli era capitato qualcosa di bello, era usanza lasciar pagato un caffè per il cliente successivo: e così di tanto in tanto si affacciava qualche povero chiedendo «C’è mica un sospeso?» E se lo beveva.

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Qualche anno fa a Milano una libraia ha preso questa idea e l’ha declinata sui libri, facendo partire l’usanza delle “storie sospese”: chi voleva poteva regalare un libro a un anonimo successivo cliente della libreria.

E adesso, dai caffè ai libri, Pordenone ha deciso di passare alla pizza sospesa, lasciata pagata per medici e infermieri da parte di ignoti cittadini che hanno capito che di gesti belli, in questi giorni, c’è sempre più fame

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