Consumo di farina al +400%: così si risparmia e non si esce

UDINE. Impasti riposano sui tavoli della cucina, pronti a cambiare forma: se il sabato è il giorno della pizza, la domenica è quello della torta; poi si può cominciare la settimana, ovviamente con dell’ottimo pane fatto in casa. Sono sempre accesi i forni degli italiani da quando l’emergenza ha bloccato il Paese: il coronavirus sta cambiando le abitudini di tutti noi, che ci siamo scoperti pizzaioli, panettieri e pasticceri.
La preparazione di impasti di ogni genere è diventata un must e i numeri, sorprendenti, delle vendite di farina e lievito segnalano il boom: l’ultima settimana di marzo si è toccato quasi il +350% nella vendita di farine, al +430% per i preparati di pane e pizza; il lievito fresco ha raggiunto il picco del +300% a metà marzo, quello secco ha sfiorato un aumento del 450% nella settimana tra il 16 e il 22 marzo.
Succede in tutta Italia: in Friuli Venezia Giulia lo confermano Despar, Eurospin, Carrefour e, in generale, tutti gli esercizi commerciali.
«In questo periodo, con la farina, siamo arrivati anche al 500% in più di vendite e anche il lievito è letteralmente andato a ruba – spiega Luca Abbagliato, direttore di Eurospin –. La spiegazione è semplice: la gente è a casa e deve occupare il proprio tempo. Inoltre, in questo modo, risparmia».
I programmi televisivi hanno reso la cucina uno spazio alla portata di tutti. «C’è chi prima non si avvicinava ai fornelli e ora ha iniziato dilettarsi con ricette sempre più articolate, poi ci sono le mamme che devono tenere impegnati i figli e si dedicano alla preparazione di torte e biscotti», ammette Abbagliato.
Nel punto vendita di Passons, 200 chilogrammi di farina sono spariti in una mattinata. «Siamo tornati ai beni principali, infatti oltre alla farina e il lievito, nel primo periodo anche le patate sono state vendute molto bene», aggiunge Abbagliato.
La creazione di impasti di ogni tipo ha portato un’altra conseguenza. «L’unico reparto in calo è quello del pane fresco – afferma il direttore del negozio –: non si esce più tutti i giorni, passa una sola persona e fa la spesa importante comprando, appunto, tutto il necessario per fare il pane a casa».
L’analisi del fenomeno prosegue. «Il consumo della farina è salito del 400%: la prima ondata ha riguardato l’acquisto ogni tipo di farina, ora le richieste iniziano a essere più puntali, per esigenze culinarie dei consumatori che si vogliono specializzare in ricette diverse – commenta Roberto Simonetto, direttore acquisti Carrefour Italia –: la farina, in ogni caso, non manca, c’è difficoltà nella capacità di imballarla e approvvigionare gli scaffali perché l’acquisto è compulsivo».
Carrefour Italia si sta rivolgendo a fornitori piccoli, specializzati. «Con loro ci sono tempi più lunghi e quindi facciamo fatica a tenere i banchi pieni, ma la produzione dovrebbe sistemarsi dopo Pasqua», aggiunge Simonetto. Per quanto riguarda i lieviti, «i numeri sono vicini a quello della farina e il consumo è stato in base alla qualità – conclude –. Oggi si accontentano anche di lieviti basici, mentre molti si stanno attrezzando per produrre lievito a casa».
Paolo Moretto, direttore di IperConad, l’ipermercato del centro commerciale Città Fiera a Torreano di Martignacco, parla della sua esperienza. «Le vendite sono cresciute del 150% sul lievito, qualcosa meno sulle farine: potrebbero aumentare ancora ma l’irreperibilità di alcuni prodotti a oggi ci fornisce questo dato – afferma –. L’emergenza Covid-19 ha cambiato la quotidianità dei clienti: stanno a casa, non possono contare sui ristoranti e, non per ultimo, impegnano il loro tempo e quello dei propri figli, insegnando le basi della cucina mediterranea».
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