Coronavirus in Friuli, muore in ospedale ex primario: ecco i nomi e i volti delle vittime in provincia di Udine e Pordenone

I casi accertati positivi al Coronavirus in Friuli Venezia Giulia sono 2.218, con un incremento di 64 unità. I totalmente guariti sono 349, mentre i clinicamente guariti (persone senza più sintomi ma non ancora negativi al tampone) sono 285. Sono 5 i decessi in più nella giornata di mercoledì, 8 aprile, che portano a 169 il numero complessivo di morti da Covid-19.
Per quel che riguarda i decessi, quello di Trieste (87) è il territorio più colpito, seguono Udine (50), Pordenone (29) e Gorizia (3).
Una lunga catena di dolore, di lacrime e di addii a distanza, senza la possibilità di una parola, una carezza, un cenno di ringraziamento per quello che queste vite sono state e hanno insegnato. Anche ieri, mercoledì 8 aprile, in provincia di Udine e Pordenone, l'elenco delle vittime si è allungato.
CORONAVIRUS, I DATI
Raveo. Non ce l'ha fatta Rina Menegon, per tutti "Anita", a sconfiggere il virus che l'aveva contagiata due settimane fa, prima fra gli ospiti della casa di riposo Matteo Brunetti ad accusare i sintomi provocati da Covid-19. Aveva 97 anni ed è la sesta vittima che si registra nella struttura di Paluzza.Una vita di sacrifici e di lavoro quella di Rina, originaria di Enemonzo, era nata e cresciuta nella frazione di Quinis, poi si era trasferita nel comune di Raveo, a Esemon di Sopra, dove ha vissuto con la famiglia, il marito Giobatta Polonia, mancato 34 anni fa, e i figli Orietta, che pure vive nella frazione, e suo fratello Silvano che ora risiede a Pordenone.«Mia madre è sempre stata una donna molto attiva e una grande lavoratrice - è il racconto di Orietta - si occupava della casa, del campo, della stalla e dell'orto.Era bravissima a lavorare a maglia e sferruzzava appena aveva un momento libero».
Energica e decisa, "Anita" era rimasta ad abitare nella sua casetta di Enemon di Sopra anche dopo che il marito era mancato, teneva in ordine la casa, preparava da mangiare ed era autonoma fino a quando, quattro anni fa, ebbe una brutta caduta. Fu allora che venne trasferita alla casa di riposo di Paluzza. «Due settimane fa la direzione ci ha informati che si era ammalata, ma a parte la febbre che era salita per un paio di giorni e un po' di nausea, stava abbastanza bene - racconta la figlia - abbiamo anche scambiato qualche parola al telefono. Poi, due giorni fa si è aggravata e ci hanno informati che le hanno messo l'ossigeno. Il dispiacere più grande, ora, conclude la donna - è quello di non averla vista prima che morisse. La mamma, negli ultimi giorni, ci aveva chiesto di essere cremata e osserveremo le sue ultime volontà».
I funerali si terranno in forma privata. A stringersi vicino alla famiglia è il sindaco Daniele Ariis che ricorda con affetto "Anita", la decana del comune: «Ogni volta che andavo a Esemon la vedevo fra i suoi fiori o in mezzo all'orto - racconta - era una donna cordiale, molto operosa. Questo lutto colpisce la nostra comunità che, per ora, è stata risparmiata dal contagio. Cerchiamo di mettere in pratica le norme di sicurezza e questo, al momento, ha dato buoni risultati. L'aspetto più straziante - conclude il sindaco - riguarda la scomparsa dei nostri anziani che si spengono lontano dai loro affetti, senza un ultimo saluto».
Pordenone. Ancora due vittime, in provincia, dove anche ieri è continuata la lotta al coronavirus. All'ospedale di Pordenone sono deceduti l'ex primario di chirurgia dell'ospedale di Spilimbergo, Gaetano Portale, 81 anni, e una donna di 59 anni di Fiume Veneto, Marisa Battistella. Nuovi contagi alla casa di riposo di Castions di Zoppola. In Friuli occidentale sono arrivati a 430 i casi positivi, ma sono aumentati anche i guariti (due tamponi negativi), ora a quota 33.
Gaetano Portale era ricoverato in terapia intensiva da due settimane. Era nato a Biancavalla (Catania) il 24 febbraio del 1939. Si era laureato a Catania nel 1964. Specializzato in chirurgia generale, chirurgia vascolare e chirurgia toracica, aveva cominciato la sua carriera all'ospedale di Monfalcone nel 1966 come aiuto in chirurgia generale. Si era trasferito all'ospedale di Pordenone nel 1974, nella seconda chirurgia, come aiuto del primario Luigi Zilli e aveva fatto nascere il servizio di endoscopia digestiva. Dal 1981 al 1997 era stato primario del reparto di chirurgia all'ospedale di Maniago e dal 1997 al 2006 di quello di Spilimbergo. Era diventato un riferimento per molti pazienti, un medico che ha lasciato un segno per le doti professionali e umane.
Fiume Veneto. Aveva 59 anni, invece, Marisa Battistella abitante a Fiume Veneto, la seconda vittima del virus. Si era trasferita in paese lo scorso anno, proveniente da Chions. Non era sposata. Anche lei era ricoverata da qualche giorno all'ospedale di Pordenone, dove ieri il virus ha avuto la meglio su di lei.
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