In Fvg 1.685 contagiati (92 i nuovi casi), nove i morti (122 in totale). Linea dura di Fedriga: niente passeggiate, il divieto sarà rinnovato. Ventitrè contagiati nella casa di riposo di Paluzza. Operaio dell'Electrolux positivo al virus

Aggiornamento delle 20.30. Come Friuli Venezia Giulia «stiamo testando con i nostri clinici e i nostri laboratoristi tutta la parte dei test sierologici», che «ad oggi non danno certezze». Tuttavia, «se noi riuscissimo in prospettiva a garantire che un soggetto guarito che ha sviluppato anticorpi certificati e non è più contagioso, potremmo anche dare a queste persone, sempre ovviamente con le dovute accortezze, la possibilità del reinserimento». Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rispondendo a una domanda sulla possibilità di ripartire gradualmente con le attività economiche nel corso della trasmissione Tagadà su La7. In merito alla possibilità di estendere questi test a tutta la popolazione, Fedriga ha risposto: «Noi in questo senso abbiamo iniziato a farli. Ora bisogna vedere come andranno e poi si faranno le scelte».
Aggiornamento delle 18.30. Primo caso di un operaio Electrolux dello stabilimento di Porcia risultato positivo al coronavirus. Lo si apprende da fonte sindacale in seguito a un confronto con l'azienda.
L'andamento dei contagi in Fvg
Aggiornamento delle 16.45. Sono 1.685 i casi accertati positivi al coronavirus in Friuli Venezia Giulia, con un incremento di 92 unità rispetto a martedì. I guariti in totale sono 134, mentre i guariti clinicamente (senza più sintomi ma non ancora negativi al tampone) sono 223.
Nove i decessi in più rispetto all’ultima comunicazione, che portano a 122 il numero complessivo di morti da Covid-19. Il dato più alto di casi positivi è quello registrato nell’area di Udine con 576 persone contagiate; seguono Trieste (575), Pordenone (419) e Gorizia (106). A questi si aggiungono 9 non residenti in Fvg. Lo ha reso noto il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, dalla sede operativa di Palmanova. Sono 60 le persone che attualmente si trovano in terapia intensiva, mentre i pazienti ricoverati in altri reparti risultano essere 206. Le persone in isolamento domiciliare sono 940.
Aggiornamento delle 16.30. «In Friuli Venezia Giulia c’è in vigore una ordinanza che scadrà al 3 aprile che ho intenzione di rinnovare alla scadenza che vieta l’uscita per passeggiate, jogging o quant’altro, in assoluto». Lo ha garantito il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commentando ai microfoni di Tagadà su La 7 l’ultima circolare del Viminale. «L’unica eccezione che c’è - ha aggiunto - è se un bambino o un adulto ha una certificazione medica che attesti la sua disabilità e quindi la necessità di uscire all’aria aperta».
Aggiornamento delle 15.30. Dopo il caso positivo accertato la scorsa settimana tra gli anziani della casa di riposo "Brunetti" di Paluzza, il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria ha effettuato il tampone di tutti gli anziani accolti nel medesimo reparto e di tutto il personale sanitario, socio sanitario ed assistenziale, per un totale di un centinaio di tamponi.
Gli esiti pervenuti mercoledì 1 aprile denunciano una situazione critica che l’Asp e l’Azienda sanitaria stanno già affrontando per limitare l’ulteriore diffusione del contagio. Sono stati, infatti, accertati 19 casi di positività tra gli anziani e 4 tra il personale dipendente.
A parte uno degli anziani, ora ricoverato in ospedale in condizioni critiche, tutti gli altri o sono asintomatici o non dimostrano attualmente sintomi preoccupanti.
L’Asp aveva già definito, oltre ad un protocollo operativo anche una specifica area di isolamento tanto dei casi sospetti (che ricordiamo essere diversi dai positivi confermati e pertanto la notizia riportata ieri da alcuni organi di stampa avrebbe fatto bene a sottolineare detta distinzione) che dei casi positivi.
Tuttavia, considerato che la maggior parte dei casi si trova già in un reparto, è stato condiviso con l’Azienda sanitaria di concentrare in detto reparto tutti i casi positivi, spostando da questo le persone non contagiate in altri nuclei della struttura.
Ciò al fine di dedicare un team specifico adeguato alla situazione e, naturalmente, dotato di tutti i dispositivi che ne possano garantire la completa sicurezza. Tutte le famiglie degli interessati sono già state avvisate.
La Direzione della struttura, inoltre, oltre ad aver incontrato il personale per informarlo della situazione, ha disposto che tutti gli operatori, nessuno escluso, siano sottoposti ad un prelievo ematico per l’individuazione degli anticorpi Covid19 (Igge Igm) e, qualora, si rinvenissero ulteriori casi positivi, questi saranno sottoposti nuovamente al tampone.
Tale iniziativa nasce dalla necessità - si legge in una nota - di riaggiornare una situazione che rispetto alla data del tampone (effettuato venerdi scorso) può essersi modificata.
Infine si vogliono rassicurare i familiari, in particolare e la popolazione tutta che la situazione, pur nella sua complessità organizzativa, è del tutto sotto controllo e che ogni azione intrapresa - prosegue la nota - sarà condivisa con le competenti autorità sanitarie e civili che nuovamente ringraziamo per la vicinanza ed il sostegno, e che metteranno a disposizione tutte le professionalità e le risorse necessarie a fronteggiare la situazione.
Si cercherà di implementare ogni canale comunicativo per garantire tempestiva e veritiera informazione sulle condizioni, anche attraverso l’utilizzo dei social media.
A tal proposito a breve sarà disponibile una pagina Facebook dell’Asp. La strutura invita, pertanto, i familiari a non mettersi in contatto telefonico in modo ripetutocon la casa di riposo o i singoli reparti. Il personale è quotidianamente impegnato a garantire l’adeguata assistenza cui dà la giusta priorità.
Aggiornamento delle 15. Altri dieci giorni di chiusura totale in Italia fino a dopo Pasqua. Il Governo ha infatti deciso di prorogare fino al 13 aprile le misure per limitare le attività e gli spostamenti individuali finora adottate per contrastare il contagio da coronavirus.
L'ha annunciato il ministro Speranza: "Non è il momento di commettere errori che vanifichino gli sforzi fatti finora", ha detto.
PER SAPERNE DI PIU':
Aggiornamento delle 14.30. La tassa di soggiorno sarà rimodulata. Sarà convocato a breve un tavolo di confronto con i rappresentanti degli operatori delle località balneari del Friuli Venezia Giulia e dei principali poli turistici della regione per recepire le richieste e proposte per cercare di contenere l'inevitabile contrazione di arrivi e presenze della stagione estiva: tra i temi sul tavolo ci sarà anche l'eventuale rimodulazione della tassa di soggiorno per l'anno in corso.
Lo ha deciso l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della videoconferenza che ha avuto con il sindaco di Lignano, Luca Fanotto, e con il vicesindaco di Grado, Matteo Polo, per pianificare le misure che potranno permettere ai due principali poli turistici estivi del Friuli Venezia Giulia una ripartenza dopo il periodo di emergenza causata dal coronavirus.
Gli amministratori si sono dichiarati disponibili a una revisione dei criteri della tassa di soggiorno, tema che sarà approfondito anche con il comune di Trieste a breve.
Fanotto e Polo hanno anticipato a Bini alcune delle proposte che gli operatori hanno espresso e che saranno oggetto di approfondimento nel tavolo convocato a breve: tra queste, la creazione di buoni-vacanza da offrire agli operatori sanitari che si sono prodigati nell'emergenza e che potranno essere fruiti a Grado e Lignano una volta finita l'emergenza e l'accesso gratuito alla spiaggia Git a Grado.
"Si tratta di proposte sagge e che condivido", ha commentato Bini, invitando gli operatori e gli amministratori a continuare sulla strada della ricerca di fidelizzazione dei turisti e della costruzione di pacchetti che possano rispondere, nel momento in cui le limitazioni verranno ridotte, alle misure di distanziamento sociale che verranno richieste dopo questa fase di isolamento. Su promozione mirata e marketing in tal senso, PromoTurismoFvg è già al lavoro, ha fatto sapere Bini, per modulare le offerte con rapidità quando i decreti nazionali verranno emessi.
Aggiornamento delle 14.15. Ricetta elettronica anche farmaci Dpc. A partire da giovedì 2 aprile entrerà in vigore la ricetta dematerializzata anche per i farmaci in Distribuzione per conto (Dpc), ovvero quelli acquistati dall'Azienda sanitaria e poi distribuiti ai cittadini dalle farmacie e prescritti, ad esempio, a pazienti affetti da diabete o da patologie cardiovascolari.
In questo modo, come è stato spiegato, si va ad ampliare l'utilizzo della ricetta elettronica anche a questo tipo di farmaci. I pazienti, a beneficio della loro sicurezza, potranno ricevere la prescrizione via email o attraverso il telefono, senza doversi recare nello studio del medico, riducendo così gli spostamenti ed i contatti a rischio.
Aggiornamento delle 13.45. Città di Udine: 210 dipendenti a casa. Il Policlinico Città di Udine mette in cassa integrazione infermieri e operatori sanitari. Dopo aver fatto smaltire al personale permessi e ferie, la governance della struttura (che è privata ma è in convenzione con il servizio pubblico) ha attivato il fondo di integrazione salariale lasciando a casa 210 dei 270 dipendenti.
Una decisone lecita, visto il calo di lavoro delle ultime settimane, ma che stride con l’emergenza sanitaria in corso a causa dal coronavirus.
L’amministratore delegato del Policlinico, Claudio Riccobon, spiega: «Come previsto dalle ordinanze regionali, a partire dal 10 marzo siamo rimasti operativi solo per le prestazioni indifferibili, ad esempio le urgenze oncologiche, oppure per prestazioni ambulatoriali con priorità B (breve).
In questo scenario c’è stato un calo immediato di tutta una serie di attività fino alla scomparse di alcune di queste. Quindi abbiamo continuato a mantenere funzionanti solo la dialisi, l’oncologia, e una parte di chirurgia, cardiologia e radiologia. Da qui la decisione di mettere in ferie gran parte del personale e di attivare il fondo di integrazione salariale fino al termine dell’emergenza».
Non prima, però, di aver confermato all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale di essere pronti a mettere a disposizione 50 posti letto di medicina "come da loro richiesta": «Nella confusione che c’è nell’Azienda – aggiunge Riccobon – nonostante ci fossimo già organizzati in tal senso, abbiamo ricevuto una risposta negativa. Siamo un’azienda privata, e quindi, a quel punto, ci siamo mossi di conseguenza limitando l’attività».
Aggiornamento delle 12.45. Riccardi: le mascherine ai medici grazie alla Regione. "Se la Protezione civile regionale, a fronte delle difficoltà incontrate dal Governo, non avesse acquistato un significativo numero di mascherine professionali oggi il nostro sistema sanitario sarebbe sprovvisto di questi essenziali dispositivi di sicurezza".
Lo ha detto a Palmanova il vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nel corso della videoconferenza con i rappresentanti dell'Assemblea dei sindaci dell'Ambito Basso Isontino.
Come ha spiegato il vicegovernatore, secondo i modelli che sono stati sviluppati dagli esperti, la regione è entrata nelle due settimane che segneranno il picco e "rappresenteranno l'entità delle difficoltà che ci troveremo davanti".
Riccardi ha anche ricordato come in questo particolare momento, "che richiede compattezza e serietà", non siano produttive le polemiche di carattere politico. "Io stesso - ha detto -, davanti a una situazione in cui il Governo si è trovato impossibilitato ad adempiere alle forniture per la protezione dei sanitari e delle apparecchiature tecnologiche, ho scelto di evitare lo scontro, riconoscendo l'esistenza di criticità dovute al fatto che le aziende italiane hanno abbandonato certe produzioni lasciando di fatto il monopolio per lo più al Far East".
Affrontando il tema delle terapie intensive, Riccardi ha illustrato le tempistiche dell'ampliamento dei posti arrivati a 75 e destinati a essere 100 nel corso della settimana. Infine, ai sindaci il vicegovernatore ha ribadito la necessità di continuare con le misure di contenimento sociale, in quanto proprio il tempismo dell'amministrazione regionale nell'averle adottate, oltre alla disciplina dei cittadini nell'osservarle, ha consentito al Friuli Venezia Giulia di essere la regione del Nord nella quale il contagio ha avuto un impatto meno pesante.
Aggiornamento delle 12.10. Donate mille mascherine al Tribunale di Pordenone. Il presidente del Tribunale di Pordenone, Lanfranco Maria Tenaglia, ha ricevuto alcuni rappresentanti della comunità cinese residente in città.
Nel corso dell'incontro, gli esponenti della comunità, in segno di solidarietà e vicinanza alle istituzioni Italiane in questo momento di emergenza sanitaria e sociale, hanno messo a disposizione del Tribunale mille mascherine chirurgiche. Le mascherine saranno messe a disposizione sia degli operatori della giustizia, sia degli utenti del Tribunale.
Aggiornamento delle 11.15. Panetteria trasformata in bar all'aperto: chiusa. A Pordenone il titolare di una panetteria ha pensato di allestire una postazione “bar” esterna con macchina per il caffè funzionante con capsule. I clienti del forno potevano acquistare cialda, bustina di zucchero, paletta e bicchiere monouso con i quali gustare il caffè e il cappuccino.
Ma la cosa contrasta con le restrizioni imposte dai provvedimenti per limitare il contagio e la Guardia di finanza ha chiuso l'esercizio.
PER APPROFONDIRE:
Aggiornamento delle 11.15. Un caso positivo a Prato carnico, è il primo. "Cari concittadini, care concittadine, sono appena stata informata di un caso di positività al coronavirus che interessa la nostra comunità. La persona si trova in isolamento domiciliare monitorata dal servizio sanitario regionale"
E' questo il messaggio scritto su Fb dal sindaco di Prato carnico, Erica Gonano: "Da quanto risulta aggiunge la prima cittadina - la persona non ha avuto contatti con altri valligiani. Invito tutti alla calma e chiedo di evitare di fare gli Sherlock Holmes, astenendosi da supposizioni, ipotesi, congetture sulla sua identità, riservandole il medesimo rispetto e discrezione che vorremo per noi stessi.
Alla persona va l'abbraccio virtuale di noi tutti e l'augurio di una rapida guarigione. A scanso di equivoci informo che la positività non ha nulla a che vedere con le due persone poste in quarantena in ossequio ai protocolli nazionali di sicurezza riservati a chi rientra dall'estero.
Ribadisco l'invito a tutti, soprattutto alle persone anziane, di stare in casa, di evitare il più possibile contatti con persone estranee al proprio stretto nucleo familiare, di approfittare del servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio e di osservare scrupolosamente le norme igienico comportamentali più volte enunciate fra cui il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, non toccarsi bocca, naso occhi con le mani. Se osserveremo le regole #andràtuttobene
Aggiornamento delle 10.55. Controlli: 183 denunce. Sono state 4.176 le persone controllate, martedì 31 marzo, dalle forze dell'ordine in Friuli Venezia Giulia, nell'ambito delle verifiche per il rispetto delle disposizioni per il contenimento della diffusione del coronavirus. Di queste, 183 sono state sanzionate per inosservanza.
È quanto emerge dai dati diffusi, mercoledì 1 aprile, dalla Prefettura di Trieste. Durante i controlli, 14 persone sono state denunciate per altri reati. Sono stati inoltre 2.040 gli esercizi commerciali controllati. Quattro di questi sono stati sanzionati, mentre è stata predisposta la chiusura provvisoria di una attività.
Aggiornamento delle 10.45. Anche a Basiliano consegnate le mascherine. Iniziata anche a Basiliano la consegna delle mascherine alla popolazione per fronteggiare l'epidemia Covid-19. A consegnare i presidi sanitari gratuiti, lavabili e riutilizzabili, sono i volontari della Protezione civile comunale guidati dal coordinatore Dino Dolso.
La consegna, una ad ogni nucleo familiare, è iniziata dalla frazione di Basagliapenta e proseguirà tutta la settimana. Il sindaco, Marco Del Negro, avvisa tutti i cittadini che con il supporto di Protezione civile, aAlpini e altri volontari, è attivo un servizio di consegna a domicilio di generi di prima necessità, in particolare a persone anziane sole, con gravi patologie di deambulazione.
Il volontariato attivo viene espresso anche dall'apertura delle edicole a Basiliano e Variano con consegna a domicilio del Messaggero Veneto e altre riviste.
Aggiornamento delle 10.40. Madre e figlia sanzionate. Nella serata di martedì 31 marzo, a Latisana, delle persone hanno chiamato i carabinieri per segnalare un via vai notturno dal vicino di casa. Nell'abitazione dell'uomo c'erano madre e figlia di Rivignano che ai militari hanno detto di essere passate a trovare un amico. Sono state sanzionate.
Aggiornamento delle 10.15. Chi erano le ultime vittime in Friuli. Il bollettino del 31 marzo sull'emergenza-coronavirus in Fvg ha fatto segnare un incremento dei contagiati (in regione si sfiorano i 1600 casi), mentre i decessi si sono attestati a quota 113.
Abbiamo preparato un articolo con le storie delle ultime persone che, in Friuli, hanno perso la vita a causa del virus. Vi sono delineati i ritratti e riportate le testimonianze di chi le conoscevano o ne avevano condiviso parte della vita.
PER SAPERNE DI PIU':
Aggiornamento delle 10. Legno e arredo: le imprese devono riaprire. “Le imprese, oggi hanno bisogno di ricevere una fiducia totale da parte di tutte le istituzioni. L’emergenza sanitaria è il problema prioritario e deve ricevere tutto il supporto possibile, perché solo con la salute di tutti si potrà guardare in positivo e pensare alla serenità generale, compresa quella delle aziende.
Le imprese rappresentano, però, senza se e senza ma, il secondo problema da risolvere, in quanto non può esistere un ritorno alla normalità senza la spinta propulsiva, anche sotto il profilo del sostegno sociale, del motore economico”.
Parole di Fulvio Bulfoni, capogruppo del Gruppo legno, mobile e arredo di Confindustria Udine, che si fa interprete delle aspettative di un settore nevralgico per il Friuli Venezia Giulia quale quello del Legno arredo per tornare quanto prima a rivedere la luce, anche economica, in fondo al tunnel dell’emergenza Covid-19.
“Le aziende – aggiunge subito Bulfoni - non possono più continuare a rimanere ferme. Se non ci sarà un ritorno alla produzione in tempi brevi le conseguenze saranno irreparabili e forse anche non più recuperabili”.
Ripartenza che deve avvenire quanto prima. Parola d’ordine per il Legno arredo è ritornare a produrre. “Va considerato – spiega Bulfoni – che le aziende del comparto, non immettendo sul mercato prodotti di prima necessità, sono destinate ad avere una ripresa del loro mercato dilatata nei tempi.
Abbiamo pertanto la necessità di difendere in prima linea le nostre posizioni, anche a livello internazionale, conquistate con tanta fatica, a denti stretti e in tanti anni. La ripartenza potrà essere anche parziale, fatta di piccoli passi. Una fabbrica deve rimettere in attività anche solo piccoli reparti per dare un segnale immediato e concreto ai mercati che ce lo stanno chiedendo”.
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