Lignano piange il primo morto di Covid-19

LIGNANO. Nessuno dei suoi familiari ha potuto stargli accanto, né sua moglie né i suoi figli sono riusciti a salutarlo per l’ultima volta: ricoverato dalla scorsa settimana nel reparto di Terapia intensiva all’ospedale di Palmanova, Gianni Del Sal è morto venerdì 27, all’età di 79 anni, a causa del coronavirus.
La pandemia che sta tenendo sotto scacco tutto il mondo non ha risparmiato nemmeno Lignano Sabbiadoro. A diffondere la notizia del primo decesso annoverato nella cittadina balneare è stato, ieri sera, il sindaco Luca Fanotto, che ha fatto le sue condoglianze alla famiglia a nome dell’intera amministrazione comunale: «Abbraccio tutti i familiari nel loro immenso dolore» ha detto il primo cittadino. Ad essere nella morsa del Covid-19 è l’intera famiglia Del Sal: anche il fratello di Gianni, Bruno Del Sal, è ospedalizzato nell’ospedale della città stellata.
«Se avessi saputo come la situazione sarebbe potuta evolversi avrei chiuso a chiave i miei genitori in casa» dice la figlia Manuela stretta fra la rabbia, il dolore e l’incredulità di una situazione «surreale».
Poi spiega: «Mio papà godeva di ottima salute e fino alla scorsa settimana stava bene. Ha iniziato ad avere, un paio di giorni dopo di suo fratello qualche linea di febbre, ma mai più di 37.5, senza raffreddore né tosse. Poi mio zio Bruno ha avuto un mancamento e solo allora gli è stato fatto un tampone: risultando positivo al coronavirus, è stato fatto anche a mio padre. Non ci posso credere, mai avrei immaginato potesse succedere».
«Non ho potuto abbracciarlo e nemmeno salutarlo» continua a ripetere Manuela. Sono tanti i messaggi di vicinanza arrivati alla famiglia. Classe ’40, Gianni Del Sal, infatti, ha passato tutta la vita a Lignano dividendosi tra il lavoro di fruttivendolo, durante l’estate, e quello di muratore, d’inverno.
«Era una persona dall’animo gentile, sempre disponibile e con una buona parola o un sorriso per tutti – racconta Manuela –. Ora, che era in pensione, aveva acquistato un terreno che coltivava per vendere e regalare frutta e verdura: era la sua passione e a starsene con le mani in mano non era capace».
Ma a contraddistinguere Del Sal, che lascia i figlia Manuela e Thomas, la moglie Anna che è in quarantena a casa propria, è stato lo spirito temprato dall’avventura. «Negli anni ’60 ha passato dodici anni in Australia dove ha visto e fatto di tutto, compreso lavorare in una miniera nel deserto – conclude Manuela –. Mio padre era forte, ma per certe cose si lasciava prendere troppo dall’emozione. Temo sia morto soffocato dalla paura, perché era solo». —
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