L’ex capo delle Fiamme gialle che fu profugo in terra friulana

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Certo non è facile vivere in tempo di Covid-19, ma pur sempre più triste è morire». Così la famiglia annuncia la morte di Antonio “Toni” Tecovich, comandante della brigata della Guardia di finanza di San Giorgio di Nogaro, mancato a 81 anni dopo aver contratto il coronavirus.

Una vita che tra esodo, malattia degenerativa e Covid-19 che hanno tolto all’ex comandante la possibilità di un saluto corale ed affettuoso, lasciandolo nel proprio silenzio e nella solitudine e privandolo degli ultimi abbracci degli amici e dei familiari.

Nato nel marzo del 1939 nelle vicinanze di Pola, in Istria, territorio di grandi conflitti e di grandi contraddizioni storiche, Tecovich conosce l’esodo del 1945. Il suo ricordo dell’infanzia è il passaggio tra vari campi profughi. A Mestre frequenta il ginnasio sino all’arruolamento nella Guardia di finanza all’inizio degli anni Sessanta. Ricopre vari incarichi in giro per l’Italia sempre con ruoli di crescente responsabilità: dall’Alto Adige nel 1968, approda in terra friulana nel 1974, dapprima nel goriziano e poi nell’udinese in qualità di sottufficiale, sino a raggiungere la brigata di San Giorgio di Nogaro di cui reggerà il comando per molti anni sino al congedo da ufficiale.

Comandante rigoroso, schietto, talvolta duro e fermo, in caserma come a casa, è il ricordo dei parenti più vicini. Gli è sempre stata riconosciuta lealtà, trasparenza, senso di responsabilità, valori che erano propri prima della persona poi del comandante, valori che ha trasferito alla sua famiglia, in particolare ai figli.

Ha seguito anche una carriera esterna da consulente in varie aziende locali, attività svolta fino a pochi anni fa quanto la malattia lo ha limitato nell’identità. Padre e marito puntuale e puntiglioso prima, nonno premuroso ed affettuoso poi con gli amati nipoti Cristina, Elisabetta, Samuele e Giulia che oggi piangono l’impossibilità di un saluto umanamente decoroso. La famiglia ringrazia per la grande partecipazione avuta in questi giorni provato da parte di molti amici e conoscenti impossibilitati a dargli l’ultimo saluto.

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