È morto Bepi Covre, il leghista eretico spina nel fianco del Carroccio

Ex parlamentare e sindaco di Oderzo, protagonista negli anni Ottanta e poi tra i promotori del Movimento dei sindaci del Nordest. "La secessione una follia, la devolution un azzardo"

È morto oggi, martedì  24 marzo, Giuseppe "Bepi" Covre, imprenditore e storico esponente della Lega della prima ora, consigliere comunale, due volte sindaco di Oderzo e parlamentare delle Lega del 1996. Aveva 69 anni, ne avrebbe compiuti settanta tra pochi giorni.

Figura di spicco della politica leghista ne aveva preso le distanze guadagnandosi il soprannome giornalistico di "eretico" del Carroccio e rimanendo un vocevoivace, illuminata, del dibattito politico veneto e nazionale.  Il movimento lo aveva poi definitivamente espulso per aver appoggiato il referendum proposto da Matteo Renzi.

Entra in politica sul finire degli anni ottanta tra le file della Liga Veneta-Lega Nord. Sin dall'inizio mostra una personalità forte e indipendente, autodefinendosi un "leghista eretico" per non aver mai sposato le idee secessioniste del partito.

Ricopre i primi incarichi nell'amministrazione locale: il 6 maggio 1990 è eletto consigliere comunale a Motta di Livenza. Il 29 luglio 1993 rassegna le dimissioni in quanto, il 6 giugno precedente, era stato eletto a larga maggioranz sindaco di Oderzo, il primo non democristiano dal secondo dopoguerra.

Il 27 aprile 1997 è rieletto sindaco, ottenendo il 50,04% dei consensi, ovvero quattro voti più del quorum necessario per evitare il turno di ballottaggio.

Più volte durante questi anni Covre sale alla ribalta delle cronache nazionali.Il 13 maggio 2001, non potendosi ricandidare per la terza volta consecutiva, viene eletto consigliere comunale (è il candidato più votato[senza fonte]); il suo partito esce comunque vincitore con Elio Pujatti primo cittadino. Dalle elezioni del 26 maggio 2002 ricopre anche la carica di consigliere provinciale a Treviso]. Si presenta come candidato in quota Lega nel 2006 e viene sonoramente sconfitto al ballottaggio da Pietro Dalla Libera.

Terminati entrambi i mandati, il 7 giugno 2009 è nuovamente rieletto consigliere comunale, questa volta a Mansuè. Al 29 aprile 1996 risale la sua nomina a deputato della Repubblica per la Lega Nord. Entrerà in seguito nella Commissione parlamentare per le questioni regionali (dal 17 ottobre 1996) e quindi anche nella undicesima commissione permanente Lavoro (dal 27 novembre 1999).

Da parlamentare presenterà tre proposte di legge: la 4076 (Disciplina della sponsorizzazione universitaria), la 4791 (Incentivi fiscali per favorire l'occupazione di soggetti disadattati) e la 6869 (Disposizioni per l'attribuzione di funzioni di protezione civile al Corpo degli Alpini).

Nel 2001 decide di non ricandidarsi pur avendo, a detta di molti, ottime possibilità di essere confermato in Parlamento. Nel 2001 entra nel consiglio della Provincia di Treviso, diventando componente della Commissione Lavori Pubblici, Beni ambientali, Urbanistica, Patrimonio. Qualche anno dopo entra nel totonomine per la carica di presidente della Regione Veneto.

Nel 2006, in occasione delle elezioni provinciali viene inserito, a suo dire controvoglia, nella rosa dei papabili per la carica di Presidente della Provincia, ma i vertici della Casa delle Libertà gli preferiscono Leonardo Muraro, che a maggio dello stesso anno otterrà una netta vittoria.

Subito dopo la mancata scelta a candidato del Carroccio per le elezioni provinciali, si ributta nella politica locale, candidandosi per la terza volta a sindaco di Oderzo come i suoi detrattori avevano già previsto nel 2001, quando il nuovo candidato Pujatti era stato visto come una sorta di traghettatore, in maniera simile a quanto verrà insinuato qualche anno dopo a Treviso riguardo alla coppia Giancarlo Gentilini-Giampaolo Gobbo.

Covre si presenta da favorito alla vigilia, e infatti al primo turno (28-29 giugno) raccoglie il 33,5% delle preferenze e va al ballottaggio non contro il candidato del centrosinistra come nelle due precedenti occasioni, ma contro Pietro Dalla Libera, candidato di una lista civica, che raccoglie il 10% in meno dei voti.

Covre solo qualche giorno prima del ballottaggio riceve l'appoggio informale dei vertici regionali di Forza Italia e della sezione locale di Alleanza Nazionale. Dalla Libera, al ballottaggio, presenta la sua lista senza alleanze formali e, clamorosamente, il 12 giugno, viene eletto sindaco raccogliendo il 55,7% dei voti. Covre diventa quindi consigliere di opposizione.

Numerose sono le cause della clamorosa sconfitta della compagine leghista: calo di consensi del partito a tutti i livelli, divisioni all'interno del centrodestra, desiderio dei cittadini di cambiare dopo 13 anni di ininterrotto governo del Carroccio. L'amministrazione leghista paga soprattutto le accuse di clientelismo, di speculazione edilizia, di scarsa attenzione all'assetto idrogeologico della città. La sconfitta opitergina avrà immediate ripercussioni all'interno del partito fino ai piani alti.

Nel luglio 2008 dà le dimissioni uscendo dal consiglio comunale opitergino dopo quindici anni ininterrotti di permanenza: una mossa che, a detta sia della maggioranza che dell'opposizione in Comune, ha rappresentato "la fine di un ciclo". Verrà espulso dalla Lega Nord

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