Insegnante paragona Fedriga alle SS e lui ribatte: «Inaccettabile»
UDINE. «C'è un limite al dibattito politico, io accetto tutte le critiche legittime da chiunque arrivino, ma paragonarmi ai nazisti va fuori dalle regole democratiche e sorprende che a farlo sia chi dovrebbe formare i nostri ragazzi».
Con queste parole il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha commentato alcuni post sui social, tra i quali quelli di un professore universitario, Guido Abbattista, che lo paragonano a un membro delle SS, intervenendo a un incontro pubblico.
Vergognati @M_Fedriga vergognati vergognati, SS, ecco cosa sei, l’avresti non dissetato, ma denunciato, l’avresti denunciato, vergognati, vergognati, che infamia, infamia, infamia
— Guido Abbattista #facciamorete 🇪🇺🇮🇹 (@guidoabba) July 8, 2019
@M_Fedriga ha replicato a un mio tweet molto duro ieri sera. Mi rammarico di aver usato usato espressioni forti. Mio errore dovuto a indignazione e mi scuso. Ma la mia opinione di cittadino è un conto, altro la mia professione, sono piani totalmente diversi, scorretto confondere
— Guido Abbattista #facciamorete 🇪🇺🇮🇹 (@guidoabba) July 9, 2019
Il riferimento è ad alcune dichiarazioni fatte dal governatore in tema di migranti durante la partecipazione ad un programma televisivo, su La7, nella serata di lunedì 8 luglio.
Questi alcuni concetti espressi da Fedriga nel corso della trasmissione.
La Marina per fermare gli arrivi. «Se il ministro Trenta intende utilizzare la Marina per impedire l'ingresso a chi non ne ha diritto e a chi vuole violare la legge ben venga.
È quello che chiediamo da un po' di tempo. E mi auguro che anche l'appello di Conte sia rivolto a far rispettare a tutta la compagine di governo quell'impegno che è stato preso nel contratto e con gli italiani».
Denunciare i clandestini. «Chi entra illegalmente deve essere denunciato, come avviene in qualsiasi altro Paese democratico al mondo».
Fermare i flussi. «Fortunatamente non abbiamo nessuna invasione» e «l'accoglienza in Friuli Venezia Giulia è diminuita del 20 per cento grazie alle misure che abbiamo fin qui adottato. Ma stiamo assistendo al rafforzarsi della rotta balcanica».
Multe alle Ong troppo basse. Le multe comminate alle Ong «sono troppo basse. Lo dico con chiarezza. Le multe sono state elevate perché le navi delle ong sono entrate illegalmente nelle acque e nei porti del nostro Paese».
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