Dante Candotti ha 107 anni Festa per il decano degli alpini

Una notte agitata, facendola passare insonne alle due figlie Annie e Manuela, che quotidianamente lo seguono. Ieri poi, giorno del suo 107esimo compleanno, ha recuperato con una pennichella meridiana. Dante Candotti ha così festeggiato, con alcuni amici che sono andati a trovarlo in casa, il genetliaco. Fino al suo 103esimo compleanno era solito festeggiare il 28 maggio con gli amici, quelli con i quali si trovava ogni giovedì per giocare a carte, al bar Vittoria, dall’altra parte della strada rispetto a casa sua. Ma non intende fermarsi, confidando alle figlie che festeggerà anche il 108esimo compleanno.
Dante è il decano degli alpini dell’Ana, il più vecchio del paese. Richiamato in armi nel 1939 per prendere parte alla spedizione in Albania come dattilografo a Durazzo, vi rimase fino alla smobilitazione avvenuta il primo settembre. Poi fu richiamato, con il grado di sergente, al battaglione Tolmezzo. Messo in congedo – il fratello Mario era stato chiamato alle armi in Russia –, Dante prese parte alla Resistenza assieme al fratello dopo essere finito sul “libro nero” delle Ss. Fu lui il 25 aprile 1945 a dare la notizia della fine della guerra ai partigiani, che si erano rifugiati nel Cason di Suald, malga fra Sauris e Ampezzo. Iscritto al Partito socialista, da civile prestò servizio all’anagrafe del Comune di Ampezzo. In pensione Dante non perse l’estro per storia e lettura. Mente acuta, a 97 anni decise di mettere per iscritto i ricordi dei tragici eventi della guerra 1940-1945 e dopo un’accurata ricerca produsse un manoscritto, puntuale nella grafia e nella grammatica, con una ricca sintassi che, dattiloscritto dai figli, fu dato alle stampe con il titolo “Memorie”. Oggi trascorre le giornate accudito dalle figlie (il figlio Luigino abita altrove), ma sebbene coccolato, non lesina loro qualche rimprovero, definendole «due bamboccione».
«Sente quando vuole – raccontano le figlie –, vede quando gli interessa. Presenta gli acciacchi propri dell’età, che compensa con ottimo appetito. Gli piacciono le cose saporite e non proprio leggere: cotechino, pasticcio, come quello per il suo compleanno, e un buon bicchiere di vino». Golosità che le figlie non gli negano, data la facilità di digestione e la buona salute. —
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