Pensioni d’oro, da giugno scatta il prelievo: sopra i 100 mila euro (lordi) assegni ridotti

La sforbiciata sulle pensioni d’oro è stata decisa lo scorso dicembre ed è entrata in vigore il primo gennaio del 2019. Il prelievo sugli assegni, però, inizierà ad essere effettuato dall’Inps a partire dal primo giugno. Tra nove giorni, quindi, chi percepisce una pensione superiore ai 100 mila euro lordi annui (si tratta di assegni mensili da circa 5 mila euro netti) vedrà ridursi l’assegno di una quota così come previsto dalla legge di Bilancio varata a dicembre.
Per queste persone - si stima che siano circa 24 mila gli interessati - il trimestre giugno-agosto sarà meno felice del solito perché, oltre al taglio ordinario previsto dalla legge, l’Inps effettuerà anche il conguaglio del periodo gennaio-maggio in cui la norma era già in vigore ma senza produrre effetti visto che il taglio era stato posticipato al mese di giugno.
La norma
La legge ha introdotto a partire dal primo gennaio di quest’anno, con decorrenza primo giugno, un prelievo straordinario progressivo articolato su cinque fasce per le pensioni superiori ai 100 mila euro lordi annui. Due circolari dell’Inps, la numero 62/2019 e la più recente 1926/2019, specificano nel dettaglio platea, entità del taglio e metodo di calcolo effettuato dall’Istituto nazionale di previdenza sociale per elaborare l’entità della sforbiciata.
La platea
Il taglio vale per i trattamenti liquidati dalle diverse gestioni Inps che abbiano almeno una quota contributiva. Questo significa che il taglio si applica a tutti i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre del 1995, e per l'intera pensione, cioè anche la parte contributiva. Sono esclusi dal prelievo straordinario gli assegni calcolati interamente con il contributivo e da una prima interpretazione delle circolare Inps, inoltre, risulta che sono esclusi dal taglio anche coloro che hanno effettuato un cumulo con versamenti dalla gestione separata. Si questo specifico argomento, però, la dirigenza dell’Inps ha specificato che sono in corso ancora degli approfondimenti.
L’intervento
Il prelievo sulle pensioni scatterà a partire dal primo giugno ma la norma in realtà è in vigore dal primo gennaio. Il periodo gennaio-maggio sarà oggetto di un conguagli spalmato sul trimestre giugno-luglio-agosto. Nello specifico, il prelievo sarà del 15% per gli assegni tra 100 mila e 130 mila, del 25% da 130 mila a 200 mila euro, del 30% da 200 mila a 350 mila euro, del 35% da 350 mila a 500 mila euro e del 40% per le pensioni superiori ai 500 mila euro. Lo Stato prevede risparmi, al netto della fiscalità, di almeno 415 mila euro.
Le eccezioni
Il provvedimento non riguarderà la totalità delle pensioni superiori ai 100 mila euro. Fanno eccezione, infatti, le pensioni di invalidità a carico della gestione esclusiva come gli assegni di privilegio dipendenti da causa di servizio e le pensioni di inabilità ordinaria riconosciute a seguito di cessazione dal servizio per infermità non dipendente da causa di servizio.
Sono escluse dal taglio anche le pensioni per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa e i trattamenti pensionistici per invalidità specifica riconosciuti a carico degli iscritti ai fondi sostitutivi. Non rientrano nel prelievo neanche gli assegni ordinari di invalidità e pensione di inabilità riconosciuti ai sensi della legge numero 222/1984 e le pensioni riconosciute a favore delle vittime del dovere o di azioni terroristiche.
I dettagli
Con l’ultimo messaggio pubblicato il 20 maggio l’Inps, con l’obiettivo di essere il più trasparente possibile, ha illustrato tutte le procedure che sono alla base dell’importo che i pensionati interessati percepiranno per i prossimi cinque anni. L’Inps - come illustrato anche nel grafico qui un pagina - ha calcolato innanzitutto la riduzione mensile e la ripartizione in misura proporzionale sui vari trattamenti percepiti dall’interessato.
Successivamente, è stato calcolato il conguaglio per il periodo gennaio-maggio mentre il calcolo per i trattamenti con decorrenza nell’anno 2019 è stato effettuato dalla data di decorrenza fino al 31 maggio 2019. Il debito accumulato per il mancato prelievo dall’inizio dell’anno - specifica ancora l’Inps - sarà recuperato in tre rate sulle mensilità di giugno, luglio e agosto 2019.
Contestualmente è stato ridotto l’imponibile fiscale dei trattamenti su base mensile e annua. Sul cedolino di pensione ovviamente saranno esposte in maniera analitica e con descrizione dedicata anche tutte le voci relative alle trattenute determinate dall’applicazione del taglio sulle pensioni superiori ai 100 mila euro. Sul cedolino di giugno, aggiunge ancora l’Inps, sarà riportata anche la modalità di calcolo effettuata per la determinazione della riduzione dell’assegno.
Le rivalutazioni
Per quanto riguarda invece il conguaglio 2019 relativo all’adeguamento delle pensioni all’inflazione, Inps spiega che le pensioni interessate sono state adeguate dalla mensilità di aprile 2019 e, con il cedolino di giugno, sarà recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019.
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