Dopo il picco dell'autunno meno profughi in Friuli

Il sindaco Udine: "E' merito di Salvini. Le nuove politiche sull’accoglienza stanno dando i primi risultati". I richiedenti asilo scendono a quota 722
Udine 3 Agosto 2018. Caserma Caverzerani e richiedenti asilo. © Foto Petrussi
Udine 3 Agosto 2018. Caserma Caverzerani e richiedenti asilo. © Foto Petrussi

UDINE. «A farsi carico di smentire coloro che raccontano la favola di un fenomeno migratorio in costante aumento ci pensano ancora una volta i numeri. Nella città di Udine, per esempio, rispetto ai picchi di questo autunno che hanno sfiorato il migliaio, i flussi e le presenze hanno finalmente cominciato a diminuire e oggi siamo a quota 722 richiedenti asilo». A sottolinearlo il sindaco Pietro Fontanini, commentando i dati pubblicati mensilmente e settimanalmente dalla Regione sul fenomeno migratorio.

«È evidente – precisa Fontanini – che le nuove politiche sulla gestione dei migranti messe in atto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini stanno dando i primi risultati ed è per questo che sono ottimista sul fatto che l’obiettivo dei 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti stabilito dall’accordo tra l’Anci e il Viminale, all’epoca retto da Marco Minniti, sia non solo raggiungibile, ma raggiungibile entro i prossimi quattro anni».

Attualmente l’incidenza degli stranieri richiedenti o titolari di protezione internazionale sulla popolazione comunale è dello 0,73 per cento. Sono in tutto 245 i migranti accolti nei centri di accoglienza straordinaria, mentre nei centri di prima accoglienza sono ospitati 422 richiedenti asilo.

Cinquantacinque, infine, sono gli stranieri che hanno trovato un ricovero nelle strutture dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Un numero, questo sensibilmente calato negli ultimi sei mesi, soprattutto a causa della decisione del Comune di non rinnovare il protocollo Aura per l’accoglienza dei richiedenti asilo negli appartamenti: la convenzione era stata stipulata dalla giunta Honsell con sei realtà del territorio (Caritas, Nuovi Cittadini, centro “Balducci”, Oikos onlus, consorzio cooperativo sociale “Il Mosaico” e cooperativa onlus Aracon).

In provincia di Udine sono 57 (su 134) i comuni che ospitano sul proprio territorio migranti. Nel capoluogo friulano le strutture d’accoglienza attive sono le ex caserme Cavarzerani e Friuli, riaperta lo scorso anno dopo l’impennata di arrivi che si era registrata in inverno, complice l’attivazione in città della commissione di valutazione delle richieste di protezione internazionale, prima ospitata a Gorizia.

«Sicuramente avere a Roma e a Trieste interlocutori che sul tema parlano la nostra stessa lingua ha aiutato, così come i trasferimenti che sono stati effettuati verso le altre Regioni – evidenzia il primo cittadino, esprimendo soddisfazione per il calo di migranti. Non posso poi che confermare la mia convinzione che quella di uscire dal sistema di accoglienza diffusa, che costringeva il Comune ad esporsi economicamente anticipando ingenti somme di denaro dei cittadini, sia stata una buona idea», conclude il sindaco.

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