Da 42 anni nel caveau i lacunari dell’Amalteo cercano ancora casa

Gemona: scampati al sisma, sono in un luogo protetto dal 1976 Prima del terremoto, le opere erano nella chiesa di San Giovanni

GEMONA. I 36 lacunari del Pomponio Amalteo: un’opera da rendere finalmente pubblica o da musealizzare?

È stata notificata in questi giorni, al municipio di Gemona, la comunicazione della Soprintendenza relativa alla disponibilità di effettuare nella sala San Michele le analisi necessarie per verificare se il sito sia appropriato per ospitare (in via definitiva) la grande opera realizzata nel 1533 dall’Amalteo e da quarant’anni non più visibile al pubblico, in quanto conservata in un caveau, visto anche il grande valore della stessa. Negli ultimi anni l’amministrazione comunale aveva fatto realizzare degli studi di fattibilità per sistemare una volta per tutte i 36 lacunari (salvati dal terremoto) in un soffitto in cui tutti possano apprezzarli, guardandoli dal basso, così com’era prima del 1976 nella chiesa di San Giovanni in Brolo, che non è stata poi ricostruita.

L’imponente composizione artistica potrebbe essere un importante richiamo turistico e negli anni, dopo essere stata esposta a Villa Manin nel 2016 in occasione del quarantennale del terremoto, è stata ventilata l’ipotesi di accoglierli nella chiesa di Fossale, che è di proprietà della parrocchia.

Ora, in tempo di elezioni, ci si chiede anche che intenzioni avranno i due candidati sindaco Adalgisa Londero e Roberto Revelant. «La scelta del sito dove esporre i lacunari dell’Amalteo – spiega Adalgisa Londero – la faremo coinvolgendo la comunità attraverso i professionisti, le associazioni e le categorie. È chiaro che la prima necessità è quella di renderla pubblica in una prima fase, magari temporaneamente, perché al momento quell’opera è nell’oscurità ed è giusto che possa essere ammirata».

Revelant, invece, ricorda «che la precedente amministrazione aveva fatto delle verifiche e in alcuni casi aveva già ricevuto il via libera da parte della Soprintendenza rispetto ad alcuni siti indicati e, dunque, prenderemo in considerazione l’iter già avviato in quel senso. In questo momento non abbiamo definito un sito preciso, ma la nostra volontà è quella di trovare un immobile di proprietà comunale che possa ospitare i lacunari, alla giusta altezza, in modo che possano essere ammirati come meritano. Anche per questo siamo contrari alla musealizzazione, perché si tratta di un’opera fatta per essere apprezzata guardandola dal basso».

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