Arresti per prostituzione, sequestrati 14 appartamenti: i cinesi in affitto per le case a luci rosse

Le persone coinvolte nel maxi-blitz in tutto il Friuli avevano siglato contratti di affitto: i proprietari delle abitazioni, però, non rischiano nulla. Il procuratore: «Non si può parlare di mafia. Attività investigativa a 360 gradi»

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Sono stati sequestrati i quattordici immobili utilizzati da una banda di donne cinesi come centri massaggi al cui interno venivano fornite prestazioni sessuali a pagamento. Le strutture, secondo quanto emerso dalle indagini, sono state affittate da proprietari “autoctoni”. Che, probabilmente all’oscuro di quanto accadeva all’interno dei centri benessere, non rischiano nulla sotto il profilo penale.

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L’inchiesta

A confermare questo aspetto è il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Marco Zearo: «Gli immobili posti sotto sequestro e utilizzati dagli arrestati risultano essere in locazione – spiega l’ufficiale –. I proprietari degli edifici verranno sentiti nelle prossime ore, ma non rischiano, a patto che il contratto di locazione risulti regolare». In questa fase l’indagine mira «a ricostruire il volume d’affari, accertando la fonte del denaro che è stato rinvenuto nel corso dell’operazione. Come già ribadito, l’intento dell’inchiesta è quello di debellare il fenomeno della prostituzione, senza criminalizzare in maniera indiscriminata una comunità che può vantare parecchie centinaia di persone che lavorano in maniera tranquilla e beata».

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Il procuratore

Secondo il capo della Procura di Udine, Antonio De Nicolo, l’episodio non può essere collegato ai meccanismi della mafia cinese: «È presto per dirlo. In ogni caso faremo degli accertamenti in questo senso, che eventualmente coinvolgeranno anche la Direzione distrettuale Antimafia di Trieste. Al momento, tuttavia, non abbiamo segnali di attività criminali ad ampio spettro. L’azione degli investigatori è un deterrente al diffondersi dell’attività illecita: è indubbio che chiunque passi per le nostre strade non possa non notare il moltiplicarsi di centri massaggi orientali. Non è automatico che questi vengano utilizzati come schermo protettivo per nascondere attività che costituiscono reato», indica il procuratore.

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La soddisfazione del sindaco

«Voglio ringraziare a nome di tutta la città di Udine l’Arma dei carabinieri per l’egregio lavoro svolto a beneficio del decoro del capoluogo di Udine». Con queste parole il sindaco di Udine Carlo Giacomello ha voluto portare il ringraziamento dell’amministrazione comunale alle forze dell’ordine che hanno condotto l’operazione che ha portato all’arresto di tredici persone con le accuse di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento e al sequestro preventivo di quattordici immobili utilizzati come case d’appuntamento e mascherati da semplici centri massaggi.

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