Corsa solitaria per il candidato Cinque Stelle: "Ha scelto Di Maio"

UDINE. La sua candidatura alla presidenza del Friuli Venezia Giulia non è frutto delle Regionarie bensì di una decisione presa a tavolino da Di Maio e Casaleggio. Non se ne fa un gran cruccio Alessandro Fraleoni Morgera, 48 anni, ricercatore all’Università di Trieste.
Nato a Roma, cresciuto a Bologna e dal 2008 residente nel capoluogo giuliano, è lui il nuovo volto dei pentastellati nostrani. Lui (salvo sorprese) quello che sfiderà i candidati di centrodestra e centrosinistra alle prossime Regionali del 29 aprile.
A un giorno dall’ufficializzazione della sua discesa in campo, ieri l’aspirante presidente ha iniziato a fare i conti con la nuova avventura e un’agenda già fittissima. Tanto da trovare a fatica 10 minuti (divenuti poi 20) per rispondere a qualche domanda. La prima è obbligata.
Fraleoni Morgera, niente Regionarie per lei. Le manca l’avallo popolare?
«Non intendo il servizio che facciamo per il Movimento come una competizione, ma come una messa a disposizione di competenze ed energie. Come un servizio. Lo staff ha preso una decisione, ritengo a ragion veduta. Non ne conosco le motivazioni, ma ne prendo atto. Punto. La competizione sarebbe stata un bene per il movimento, per evitare l’insorgere di polemiche, ma ripeto, la decisione è stata presa dallo staff».
Le polemiche sono però arrivate puntuali. Una parte degli attivisti non ha gradito la decisione calata dall’alto. Cosa risponde loro?
«Dico che ho già parlato con i consiglieri uscenti, che sto programmando una serie di incontri con gli attivisti, che li andrò a trovare presto. La mia priorità è parlare con loro per capire se e quali problemi ci sono stati e ritrovare l’unità in vista della campagna elettorale».
Cosa invece replica al suo avversario mancato alle Regionarie, l’avvocato Fabrizio Luches, che di lei ha detto “l’unico candidato ritenuto valido è un certo Alessandro, che nessuno conosce”?
«In Fvg mi conoscono in molti, forse non la maggioranza degli attivisti. A Trieste invece mi conoscono tutti. Stamattina (ieri, ndr) sono andato in Regione anche per parlare con l’avvocato ma non l’ho trovato».
Nel suo passato c’è una tessera di Alleanza Nazionale...
«Sono cresciuto con un papà imprenditore e in famiglia ho sempre respirato un’atmosfera liberale. Era abbastanza normale che le mie prime riflessioni politiche fossero fatte in quell’ambito. Poi, visti i risultati del governo Berlusconi, ne sono uscito nauseato e non solo non ho rinnovato la tessera, ho proprio sospeso il mio rapporto con la politica».
Ripreso nel 2013, con la discesa in campo dei Cinque stelle. Cosa l’ha convinta del Movimento di Beppe Grillo?
«La proposta di un cambiamento della politica, del suo modello culturale. L’idea che sembra nuova, ma che in realtà è molto vecchia di partecipazione attiva del cittadino. L’apporto dato dal Movimento è stato quello di mettere a punto strumenti che consentono davvero la partecipazione della gente. Un po’come se ognuno spazzasse i due metri di neve davanti a casa».
Per governare però ci vogliono competenze ed esperienza. È una critica che spesso vi viene mossa. Che ne pensa?
«Guardiamo dove ci hanno portato negli ultimi 30 anni le persone competenti. Aggiungo poi che alle recenti elezioni Politiche le nostre liste vantavano la maggior percentuale di laureati. Quella dell’incompetenza dei pentastellati è una leggenda metropolitana messa in giro da chi non vuole vedersi strappare posizioni di privilegio».
Quali i capisaldi del vostro programma per il Fvg?
«È ancora in fase di scrittura, ma posso dire che la cifra distintiva sarà il benessere dei cittadini. Dunque tutto ciò che ha a che fare con l’ambiente, il sociale e il buon vivere».
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