Grifoni folgorati sui cavi: la strage dell’alta tensione

Una decina i rapaci che sono morti da quando c’è la colonia. Il sindaco Molinaro: chiediamo al gestore dell’energia elettrica di intervenire 
ANTEPRIMA Cornino 22-06-2009 grifoni
ANTEPRIMA Cornino 22-06-2009 grifoni

FORGARIA. Una decina di rapaci folgorati dall’alta tensione. Troppi. Un appello al gestore dell’energia elettrica affinché metta in sicurezza i cavi dell’alta tensione sul territorio di Forgaria.

A lanciarlo è il sindaco di Forgaria Pierluigi Molinaro. Il motivo? Evitare che i grossi rapaci che frequentano la riserva di Cornino possano morire folgorati. «L’ultimo decesso – spiega Molinaro – risale alla scorsa settimana quando nella frazione di San Rocco è stato ritrovato un esemplare morto dopo essersi appoggiato ai fili. Per rendere sicuri gli appoggi di questi grossi rapaci – spiega ancora il sindaco – sarebbero sufficienti piccoli accorgimenti come l’istallazione di dissuasori metallici o coperture di gomma sui fili».

L’ultima vittima era un esemplare munito di radio trasmettitore satellitare. «Ci siamo accorti che qualcosa non andava perché il segnale risultava fermo troppo a lungo – spiega Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva –. Dal rilevatore anche la temperatura corporea dell’animale che stava precipitando: abbiamo mandato i nostri ragazzi a vedere cosa fosse successo e abbiamo trovato il grifone privo di vita».

Il luogo del ritrovamento e l’autopsia hanno confermato la morte per folgorazione. Rispetto ad altri volatili che si posano sui fili elettrici quelli grossi sono più a rischio in quanto anziché un filo, ne toccano due, tanto basta per ricevere una scarica potentissima che li uccide.

«In altri Paesi d’Europa – spiega Genero – in prossimità di riserve o centri dedicati a specie protette sono già stati attuati progetti di messa in sicurezza. In alcuni casi vengono istallate delle strutture, aste di metallo, che rendono “scomodo” l’atterraggio. In altri casi vengono isolati i fili nei primi tre metri di distanza dal traliccio dell’alta tensione. Questo può salvare la vita a questi grossi pennuti».

Sono circa una decina le morti avvenute fino ad oggi da quando a Forgaria è stato avviato il progetto di conservazione del Grifone che ha portato alla creazione di una colonia nidificante.

«Quando ci sono condizioni meteo avverse – spiega ancora Genero – i grifoni tendono a volare più in basso. Da qui la possibilità di fermarsi sui cavi che». Quanto all’attuale presenza di grifoni in riserva, unico carnaio dell’arco alpino d’Italia, dopo il record di presenze registrato agli inizi di settembre quando furono avvistati 360 capi, grazie alle buone condizioni atmosferiche di ottobre e novembre, sono ancora 200 gli animali presenti nella Riserva di Cornino.
 

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