Udine, un robot in ginecologia: ecco il simulatore di parto

UDINE. Le tecnologie più avanzate nel campo della robotica sempre più al servizio della sanità. Ora anche in area ginecologica e ostetrica.
Al Centro di simulazione e alta formazione (Csaf), il primo ospedale virtuale del Fvg inaugurato nel febbraio 2016 e coordinato in sinergia da università di Udine e ospedale, arriverà un “simulatore di parto avanzato” che contribuirà a migliorare le tecniche di assistenza e a gestire le situazioni di emergenza durante la nascita di un bambino, riducendo i rischi per il piccolo e per la sua mamma.
Il dipartimento di Area medica dell’università di Udine ha investito 100 mila euro in questo strumento che entrerà in funzione all’inizio del 2018. Sarà sostanzialmente composto da due manichini: una donna partoriente e un bambino a termine (arrivato al nono mese di gravidanza) e pronto a venire al mondo.
«Dovranno simulare in maniera molto realistica le varie fasi del parto – sottolinea il professor Vittorio Bresadola, direttore scientifico del Csaf – comprese le complicanze correlate a questo evento. Un’attenzione particolare, nello specifico, sarà riservata al parto cesareo e alle problematiche che ne possono derivare».
L’ospedale virtuale non è destinato soltanto agli studenti dei corsi di Medicina e Chirurgia e delle lauree sanitarie (come Infermieristica, Tecniche di radiologia medica e Ostetricia), ai medici delle scuole di specializzazione e ai professionisti dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, ma rappresenta anche uno strumento per promuovere la formazione continua con corsi specifici per il mantenimento e il miglioramento delle competenze.
«L’acquisto del simulatore di parto – chiarisce ancora Bresadola – permetterà di attuare strategie multidisciplinari (tra medico d’urgenza, ginecologo, ostetrica e le altre figure professionali che si ritrovano in sala parto) e favorirà l’attività di formazione tra università, Santa Maria della Misericordia e ospedali di rete.
Questo strumento – precisa il direttore scientifico – non sostituirà la formazione sul paziente, ma consentirà agli studenti di imparare i primi rudimenti in un ambiente protetto e ai medici di lavorare inseme come team».
«La simulazione – argomenta il professor Silvio Brusaferro, direttore del dipartimento di Area medica dell’ateneo – è una delle forme più avanzate per imparare. Si creano ambienti di apprendimento che riproducono fedelmente quelli reali: studenti e professionisti si possano così esercitare a reagire alle diverse condizioni che si possono presentare in sala operatoria».
La strumentazione sarà sistemata in un settore del Centro di simulazione, che si trova al 6° piano del padiglione 5 e copre un spazio di oltre 700 metri quadrati.
Andrà a completare l’area materno-infantile, che può già contare su due simulatori di area pediatrica (un bimbo di due-tre mesi e un altro di un anno di età) e si unirà al primo investimento compiuto in concomitanza con l’apertura del Csaf, vale a dire un simulatore avanzato per l’area interventistica.
Dell’importanza della simulazione si parlerà, giovedì 16 e venerdì 17 novembre, al teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento, durante un seminario promosso da Federsanità Anci di Fvg, Veneto e Lombardia e dedicato agli effetti di robotica e domotica in sanità.
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