Delitto di Palmanova, tutti quei perché senza risposte - La riflessione

Il femminicidio scoperto martedì mattina ha lasciato sbigottiti tutti. Ha spinto le coscienze ad alimentare domande che non avranno risposta. La vittima è Nadia Orlando, 21 enne di Dignano uccisa dal fidanzato Francesco Mazzega. 
RPT Sit-in contro il femminicidio organizzato dalle Donne democratiche davanti alla prefettura di Napoli in piazza del Plebiscito, 17 giugno 2013. ANSA / CIRO FUSCO
RPT Sit-in contro il femminicidio organizzato dalle Donne democratiche davanti alla prefettura di Napoli in piazza del Plebiscito, 17 giugno 2013. ANSA / CIRO FUSCO

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Una ragazza e un uomo, belli, all’apparenza senza problemi, con una strada di vita davanti a loro. Sogni, traguardi, cadute e risalite, tutto quello che la vita dona e toglie ancora da sperimentare. Tutto finito. Perché la mente obnubilata di Francesco ha trasformato quello che era amore in una feroce violenza, recidendo la vita di Nadia e condannando la sua esistenza in una cella.

Quante domande ora. Quante senza risposta. Nadia in quegli attimi di vita avrà capito che erano gli ultimi? Avrà gridato: «Perché?». Si sarà chiesta cosa stesse accadendo? Perché l’uomo che diceva di amarla si fosse permesso di usarle la peggior violenza mettendole le mani addosso?

I genitori di Nadia cosa si saranno chiesti e che cosa si staranno ancora chiedendo? Perché? Un genitore sente dentro di sè cosa sarebbe meglio per il proprio figlio. E loro sentivano che Francesco non era il compagno giusto? Gliel’avranno confidato? E lei come aveva reagito?


E Francesco che ha girato per il Friuli ore e ore con accanto il suo corpo si è reso conto della gravità del suo atto e che anche la sua esistenza sarebbe finita? Per sempre. «La mia vita è finita», ha detto in lacrime agli inquirenti. Quella di Nadia senz’altro e per mano sua. Chi lo conosce si è affrettato a dire che «era un bravo ragazzo». Ora è un assassino. È entrato in quella lunga lista di uomini che hanno spento l’interruttore della vita delle donne che hanno amato. Incapace, nonostante avesse molti anni più di lei, di affrontare i conflitti, più grande ma più debole. Una fragilità che lo ha trasformato in un omicida, usando la violenza per imporsi fino a uccidere. Ingiustificabile, imperdonabile.

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E poi i genitori di entrambi divisi e uniti da un dolore che spacca il cuore. I genitori di Nadia piegati da un male che è dentro, che scorre nel sangue e che nessuno può comprendere. Due genitori cosa possono sussurrarsi nel momento in cui apprendono una notizia così terribile?

Come possono aiutarsi a vicenda e farsi forza per continuare? La mamma e il papà di Francesco quante volte hanno pensato di avere sbagliato qualcosa con loro figlio?

Il femminicidio scoperto martedì mattina ha lasciato sbigottiti tutti. Ha spinto le coscienze ad alimentare domande che non avranno risposta.

Delitto di Palmanova, dimentichiamo la parola "donna" - L'opinione
Dignano 2 Agosto 2017. Striscione per l' omicidio a Vidulis. © Foto Petrussi


Un delitto è sempre inaccettabile, ancor più lo diventa quando i protagonisti sono - erano - i ragazzi della porta accanto. Le comunità dove Nadia e Francesco hanno vissuto sono stravolte. Distrutte. Come popoli sotto le macerie. Ma non di pietre e mattoni, di perché, di domande, macerie di coscienze.

Quando accadono questi fatti atroci tutti ci chiediamo e se prima avessi saputo come avrei potuto aiutarli? Forse non c’è risposta, né mai ci sarà. Due famiglie sono state cancellate. Amici, colleghi, conoscenti, non si danno pace. Sarà impossibile continuare a camminare come prima.

Hanno parlato esperti e meno esperti, sui social in centinaia hanno scritto (anche a sproposito). Perché? È accaduto a due persone comuni. Ieri tutti hanno commentato, in casa, nei posti di lavoro, tra conoscenti. Sconvolti, scossi, attoniti. Un delitto nelle nostre comunità ha il boato del terremoto, per Nadia il boato è stato ancora più forte.

L’avete vista in questi giorni nelle fotografie? Una ragazza bellissima, sempre sorridente, amata dal suo paese, impegnata, senz’altro custodiva nel suo cuore le aspettative per un futuro pieno di fiori da piantare nel suo giardino.

Ma il cielo è precipitato su di lei.

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