Palmanova col fiato sospeso per il “passaporto” Unesco

Tra venerdì 7 e sabato 8 luglio da Cracovia si saprà se la fortezza diverrà patrimonio dell’umanità. Il sindaco Martines in trasferta in Polonia: la città si merita questo riconoscimento

PALMANOVA. Si incrociano le dita a Palmanova, perché il tempo del responso è prossimo. Tra domani e sabato si saprà infatti se la fortezza, assieme alle altre che fanno parte della candidatura “Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”, sarà patrimonio dell’umanità.

A Cracovia si sta svolgendo l’assemblea generale Unesco all’interno della quale il Comitato mondiale si pronuncerà sull’entrata di Palmanova nella ristretta cerchia.

Venerdì 7 luglio atterreranno in Polonia il sindaco Francesco Martines, la vicesindaco Adriana Danielis e l’assessore alla valorizzazione dei bastioni Luca Piani, assieme alla responsabile dell’ufficio cultura, Gabriella Del Frate.

«Andremo a Cracovia – commenta il primo cittadino – con la certezza del grande lavoro svolto in questi anni. Questo riconoscimento sarebbe il coronamento del grande impegno che, come amministrazione, abbiamo messo nel valorizzare la nostra città, anche grazie al supporto del ministero dei Beni culturali e della Regione.

Palmanova si merita tutto ciò per la sua storia, per il prezioso patrimonio che la contraddistingue, per la sua gente».

Ad ambire al riconoscimento ci sono 35 siti, ma solo 11 di loro (tra cui quello al quale la città stellata appartiene) hanno già ricevuto un parere positivo da parte di Icomos, organismo consultivo dell’Unesco, un bel biglietto da visita.

Partita con una formazione a 11, la candidatura negli ultimi mesi si è ridotta a 6 in quanto solo alcune delle fortezze presenti nel progetto iniziale sono state promosse da Icomos.

“Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo” raccoglie pertanto il Comune capofila Bergamo, Palmanova e Peschiera per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia e Cattaro per il Montenegro.

La candidatura sarà presentata con buona probabilità dall’ambasciatore italiano all’Unesco, ma saranno presenti anche gli ambasciatori degli altri due Paesi, per un sito che ha uno dei punti di forza proprio nella sua transnazionalità.

L’iter per arrivare a Cracovia è iniziato per Bergamo nel 2008, mentre Palmanova ha intrapreso il suo percorso nel 2011, ottenendo l’inclusione nel sito.

La candidatura, nel corso degli anni, si è allargata e poi ristretta, ha attraversato momenti di grande difficoltà e nel 2014 è stata inserita nella tentative list, aprendo così la via alla presentazione, nel gennaio 2016, di questa candidatura come unica proposta italiana.

Da Cracovia quindi si attende il verdetto. A Palmanova intanto si vive la speranza che il gonfalone della Serenissima che domenica sarà issato sullo stendardo per la Festa del Redentore celebri anche il raggiungimento di questo ambito traguardo.

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