Chiuso il centro massaggi a luci rosse

PRADAMANO. Gli annunci sui siti internet specializzati lasciavano davvero poco spazio all’immaginazione. C’erano i massaggi, per carità, ma era quella promessa di un «finale a sorpresa» a caratterizzare il business del centro estetico “Sole orientale” di via Pasolini, a Pradamano. Centro messo sotto sequestro nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza, che dopo una prolungata attività d’indagine ha appurato che la struttura - accreditata come centro massaggi - era in realtà un postribolo, dove le ragazze cinesi assoldate erano a tutti gli effetti sfruttate come prostitute. Sigillati i locali, le Fiamme gialle hanno denunciato un imprenditore cinese cinquantaduenne, residente a Milano, che è risultato essere il gestore del centro. All’uomo i militari del Nucleo di polizia tributaria di Udine hanno contestato la violazione della legge Merlin sulla prostituzione e lo sfruttamento del meretricio all’interno degli spazi di via Pasolini.
Il canovaccio sul quale si è dipanata l’indagine è quello consolidato, ormai tipico: le vetrine occultate da vetrofanie giganti, l’insegna accattivante, le giovani asiatiche che all’interno offrivano massaggi - per così dire - audaci, i clienti unicamente maschi che entrano ed escono dal negozio. Un andirivieni che non è sfuggito né ai vicini di casa, né alle Fiamme gialle, che dopo le segnalazioni dei residenti hanno iniziato a monitorare l’innaturale flusso di uomini nella zona del centro. I finanzieri, convinti di trovarsi di fronte a una vera e propria casa di tolleranza, hanno iniziato a interpellare anche i clienti del centro, evidentemente ben consapevoli dell’attività realmente svolta tra le mura della struttura di via Pasolini.
Del resto, la “promozione” dei servizi avveniva attraverso il passaparola tra i clienti, anche sul web. Dove, peraltro, non mancavano gli annunci sulle bacheche d’incontri, in cui si magnificavano le doti delle giovani cinesi che prestavano servizio all’interno di “Sole orientale”. Ragazze che, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, non avevano ovviamente alcun tipo di abilitazione a svolgere attività fisioterapica o estetica, come appurato dalla Gdf. Così, su disposizione del Gip di Udine, il cinquantaduenne imprenditore asiatico è stato denunciato per sfruttamento della prostituzione: la Procura ha inoltre avallato la richiesta della Guardia di finanza di procedere al sequestro preventivo del centro massaggi, con l’obiettivo di impedire ogni possibile prosecuzione dell’attività illecita. All’interno dei locali, perquisiti dai finanzieri, sono stati sequestrati documenti giudicati utili alle indagini e 1.500 euro in contanti, provento evidentemente delle prestazioni sessuali fornite nelle ore precedenti il blitz della Finanza dalle donne che “lavoravano” all’interno della struttura. La posizione fiscale della ditta è ora al vaglio dei militari, chiamati a ricostruire il reddito effettivamente incassato dalla remunerativa - e illecita - attività.
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