Cacciatori sparano dall’auto: denunciati

CERCIVENTO. Sparavano da un’auto in corsa, a poca distanza dalle abitazioni. Per questo motivo due cacciatori, soci della riserva di Cercivento, sono stati denunciati dagli operatori del Corpo Forestale regionale della struttura stabile per la vigilanza faunistica e venatoria di Tolmezzo, che li hanno bloccati nell’ambito dell’ordinaria attività di prevenzione e repressione degli illeciti.
I due, 63 e 58 anni sono stati colti in flagrante dai forestali mentre, in spregio alle più elementari e basilari norme di sicurezza, sparavano con un fucile da un’automobile.
L’episodio è avvenuto in località Fuese, a Cercivento: i due sparavano mentre percorrevano con il veicolo una strada asfaltata, a poca distanza dalle abitazioni.
Il personale intervenuto ha sequestrato l’arma utilizzata e ha deferito i due soggetti all’autorità giudiziaria, contestando i reati espressamente previsti dalla legge, «per aver esercitato attività venatoria da veicolo a motore, caccia con esplosione di colpi da fuoco su pubblica via e trasporto di armi cariche all’interno di un autoveicolo».
È stato inoltre redatto il verbale di accertamento amministrativo per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza dalle strade e dalle abitazioni.
In un’altra operazione a San Mauro, piccola frazione di Gorizia ai piedi del Monte Sabotino, i forestali isontini hanno sorpreso all’alba due giovani mentre posizionavano dei micidiali lacci a strangolo, realizzati con filo di acciaio, sui percorsi abitualmente attraversati dalla fauna selvatica: destinati a cadere nelle trappole erano caprioli, lepri, anche cinghiali di medie dimensioni.
Gli strumenti sequestrati ai bracconieri erano perfettamente efficienti. Il personale forestale della vigilanza faunistica venatoria di Gorizia e Monfalcone, li stava monitorando da più di un mese, con una complessa rete di pedinamenti e attività investigativa sull’impervio territorio della frazione collinare goriziana.
L’appostamento mirato di lunedì scorso ha permesso di sorprendere sul fatto i due bracconieri, denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria. Le indagini sono peraltro ancora in corso al fine di accertare ulteriori responsabilità e l’eventuale sussistenza di altri fatti illeciti.
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