I militari della Pozzuolo partono per il Libano

Remanzacco: oggi la cerimonia ufficiale di saluto alla caserma Lesa. Il contingente sarà schierato al confine con Israele per garantire la pace

REMANZACCO. Uomini e donne del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli” di Remanzacco, guidati dal colonnello Alessandro Tassi, in missione nel Libano meridionale con la funzione di peacekeepers. Ufficiali, sottufficiali e graduati si schiereranno oggi alle 10 sul piazzale della caserma Lesa davanti ai familiari e alle autorità per la cerimonia militare di saluto alla bandiera di guerra prima della partenza per l’operazione Leonte XXI in Libano.

Oltre un centinaio i militari che raggiungeranno l’area di interposizione fra il fiume Litani e la Blue Line con un mandato ben preciso: garantire il rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.

Non è la prima missione nel Paese dei cedri per il reggimento. La Pozzuolo fu la prima unità militare italiana a sbarcare nel sector West di Unifil, nel 2006, inaugurando così la missione: all’indomani della guerra dell’estate 2006 tra Libano e Israele – che si protrasse per 34 giorni – fu proprio la Pozzuolo ad aprire, assieme ai reggimenti Lagunari “Serenissima” e Lancieri di Novara, l’operazione Leonte. Da allora, la turnazione l’ha portato a vigilare sul “cessate il fuoco” in diverse occasioni.

La Pozzuolo in Libano al comando del generale di Brigata Ugo Cillo, è subentrata alla Brigata Sassari, che, nel mese scorso, ha lasciato il Paese mediorientale: il quartier generale degli uomini della brigata sarà ancora una volta la caserma Millevoi di Shama.

Lo scorso maggio, i militari di stanza in Libano hanno ricevuto anche la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in quella circostanza ha ricordato come, dal 2006, si siano alternati in Libano oltre 32 mila militari italiani.

La brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli, che vestirà i colori delle Nazioni Unite, assumerà il comando del settore Ovest di Unifil in cui operano poco meno di 4 mila “caschi blu” provenienti da una dozzina di nazioni, ovvero Armenia, Brunei, Estonia, Finlandia Tanzania, Slovenia, Irlanda, Malesia, Corea del Sud, Serbia e Ghana. A fine agosto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità l’estensione del mandato Unifil.

In quell’occasione si è sottolineato da più parti come nell’ultimo decennio l’area delle operazioni abbia vissuto il più lungo periodo di calma relativa da decenni. Ma la regione resta fortemente instabile. Ecco dunque l’importanza della missione assunta dalla Pozzuolo che ha l’obiettivo di mantenere la stabilità dell’area, ma anche la prosecuzione delle attività operative e addestrative, di concerto con le forze armate libanesi.

Il primo contingente è partito da Gorizia quasi un mese fa e rimarrà impegnato in Libano fino ad aprile, i militari di Remanzacco, in partenza nei prossimi giorni, dovranno garantire la logistica, i mezzi e i rifornimenti necessari per assicurare l’operazione e si fermeranno fino a maggio proseguendo quindi l’attività per agevolare la staffetta con la nuova brigata destinata a subentrare nell’operazione Leonte.

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