Udine, cambio al vertice della Brigata Julia

UDINE. «Sono orgoglioso di comandare la Brigata Alpina Julia, per la sua storia, il suo presente e quello che sarà il suo futuro. È il coronamento della carriera per cui mi sono arruolato».
Sono le prime parole da comandante della Julia pronunciate a Udine dal generale di brigata Paolo Fabbri.
Per Fabbri, nato a Ferrara, in arrivo dal Centro Operativo di Vertice Interforze (COI Difesa) di Roma, è un ritorno a casa. Ha già prestato infatti servizio nella Julia, a Tolmezzo, al 3/o reggimento artiglieria terrestre (già artiglieria da montagna) in qualità di comandante del gruppo «Conegliano».
«Sono nato militarmente quale giovane tenente della 15/a batteria del gruppo Conegliano. E sono consapevole di andare a rivestire una funzione e un ruolo di assoluta delicatezza e rilievo.
Sarà sfidante riunire le esigenze di tutto il Triveneto», ha aggiunto rimarcando il profondo legame che esiste tra la Julia e il suo territorio, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino Alto Adige.
«È con fierezza che affermo che in questi due anni gli Alpini della Julia sono stati protagonisti delle vicende dell'Italia, delle sfide alla sicurezza nazionali e transnazionali a cui abbiamo contribuito con risposte congiunte alle forze di polizia nazionali nell'operazione Strade Sicure in patria e in cooperazione con altri eserciti di paesi alleati ed amici all'estero».
È con queste parole che il generale di brigata Michele Risi si è congedato dal comando della brigata alpina, portata in due anni a un eccellente livello di preparazione, grazie a numerose e impegnative attività addestrative.
Risi, che ha anche preso parte, da marzo a settembre 2015, alla missione Nato Resolute Support in Afghanistan, in qualità di comandante del contingente italiano nella base di Herat, ha ricordato tra le attività in Italia «le sfide del controllo all'immigrazione, la lotta al terrorismo, il contenimento delle aggressioni ai cantieri della Tav in Val di Susa.
Per non parlare delle quasi quotidiane operazioni di bonifica da residuati bellici che i guastatori del secondo Genio hanno condotto soprattutto in Trentino Alto Adige».
«A livello internazionale - ha proseguito - la Julia, per la quarta volta negli ultimi otto anni è stata schierata a fianco delle Forze di Sicurezza Afgane nella lotta al terrorismo.
In quei sei mesi abbiamo supportato l'Esercito Afgano nella lotta a tutti i gruppi di varia matrice estremista che hanno tentato di rimpossessarsi del territorio. Oggi possiamo affermare che è una giovane democrazia che vede nell'Italia, nella Nato e nell'Ue dei partner fondamentali in questa corsa verso la tutela dei Diritti Umani, Giustizia Sociale e Sviluppo Economico», ha aggiunto Risi, ricordando l'impegno degli imprenditori friulani nel «formare maestranze afgane e creare reti di imprese per legare sempre di più a noi il la gente di Herat». Il Generale dell'US Army Phillip Jolly ha consegnato a Risi la medaglia della Legion of Merit americana.
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