Udine, via le auto: zona pedonale tra colle e Giardin Grande

Italia Nostra lancia l’idea per valorizzare l’ellisse di piazza Primo Maggio. La provocazione del presidente Cragnolini: «In città governa il Comune o Ssm?»

UDINE. Un modo per valorizzare «uno dei patrimoni più belli della città». La sezione udinese di Italia Nostra lancia l’idea di rendere pedonale – almeno in parte – Piazza Primo Maggio. E per rendere chiaro il progetto lo traduce in uno schema grafico disegnato sulla mappa storica del 1928 (nell’immagine a fianco).

La proposta prevede in sostanza di sistemare la viabilità veicolare a semianello – magari corredata laddove possibile da parcheggi a raso –, che collega verso est lo slargo viario antistante porta Manin con via Massimo D’Azeglio e largo delle Grazie fino a viale della Vittoria, pedonalizzando tutto il resto.

Via le macchine, quindi, dal tratto di strada rettilineo e con esso tutti i parcheggi a raso presenti, che separano Giardin grande dal pendio del colle. Ma non solo.

Il progetto di Italia è un vero e proprio ritorno all’antico, con l’obiettivo di rendere di nuovo fruibili l’ellisse di Giardin grande nella sua interezza «a costo che ci sia un trattamento a costi minimi del prato stabile per renderlo calpestabile» e il suo ampliamento fino alle pendici del colle, per ospitarvi feste, mercati, esposizioni e concerti all'aperto, com’era in passato, non solo nell’infanzia di molti udinesi, ma nella storia della città.

Documenti e immagini storiche alla mano Italia Nostra dimostra, infatti, l’uso del “Giardino” per la collettività, come spazio per le “fiere pubbliche”, fin dalla fine del 1400.

«Eliminato l’asfalto stradale – spiega Italia Nostra –, potranno essere realizzati percorsi pedonali e ciclabili a collegare porta Manin con le rampe gradonate del castello, le gallerie ipogee da poter rendere visitabili, via Portanuova e naturalmente l’ellisse di Giardin grande: un nuovo straordinario sistema di spazi, percorsi e accessi al centro storico, in continuità, utilizzabili anche da chi esce a piedi dal parcheggio interrato, che diventerebbe così - com’è naturale - un terminal veicolare per chi arriva in auto da nord e sud della città».

Secondo la sezione di Udine di Italia Nostra, «l’attuale contrapposizione tra commercianti del centro storico, legittimamente preoccupati del progressivo declino dello stesso, e Comune di Udine in merito all’aumento dei ticket nei parcheggi a raso di piazza Primo Maggio è mal posta, perché ancora una volta sta dentro una logica del passo dopo passo senza una meta, senza cioè una strategia sia per questa parte della città - Giardin grande e colle del Castello - sia per l’intera area storica centrale».

Per quanto riguarda il parcheggio interrato, di cui finalmente si può vedere la sistemazione finale esterna, Italia Nostra esprime una valutazione fortemente critica.

«Anche se siamo riusciti, con il nostro intervento iniziale, a evitare lo scempio dell’orribile parallelepipedo rosso e della copertura metallica della rampa circolare di accesso, – dice il presidente Gabriele Cragnolini – non si può non rilevare che l’ambito della viabilità d’ingresso e uscita dal parcheggio sembra un’invadente pista da go-kart, che - con i suoi lunghi muretti in cemento armato - si mostra in tutta la sua indecente bruttezza, occupando uno degli spazi più belli della città storica, tra il colle, via Portanuova e il palazzo Antonini del Palladio.

Non sarebbe stato più logico impegnarsi nella ricerca di qualità dell’intervento esterno, piuttosto che indire un “concorso per artisti” per la “realizzazione di opere d’arte destinate all’abbellimento del parcheggio di Piazza Primo Maggio in Udine”, come sta facendo Ssm?».

«Come si è potuto arrivare a ciò – aggiunge –, quando città italiane, austriache e slovene (si pensi ad esempio a Klagenfurt e Lubiana) hanno realizzato parcheggi interrati “invisibili” in superficie, al di sotto delle loro piazze storiche centrali?»

Il presidente di Italia Nostra conclude il suo intervento con una provocazione.

«Molti cittadini si pongono una domanda: è Ssm, nata come struttura a servizio della città e di chi la governa, a decidere oggi i destini della città per quanto riguarda mobilità e parcheggi, con un inaspettato rovesciamento dei ruoli?».

«Ssm – conclude il consiglio direttivo dell’associazione – obietterà che la nostra soluzione non è praticabile, perché l’uscita dal parcheggio interrato multipiano prevede l’immissione diretta sul tratto stradale che noi vogliamo dismettere. Ma sarà facile rispondere che ciò non è vero, come dimostrano il parcheggio-silos di Trieste o le recenti trasformazioni apportate proprio alla via di uscita del parcheggio multipiano di piazzale Roma a Venezia».

«Il sistema di percorsi proposti – conclude Italia Nostra – può collegarsi - con un attraversamento pedonale e ciclabile in corrispondenza della rotonda in realizzazione – al percorso pedonale esistente che lungo la roggia di Palma arriva, passando davanti al Liceo Stellini, fino alla scalinata delle Grazie».

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