Atrazina nell’acqua, Comitato delle fontane sul piede di guerra

Il sodalizio si fa portavoce della preoccupazione delle mamme. «Colpa del massiccio uso di diserbanti, pesticidi e concimi chimici»

FIUMICELLO. È bufera dopo i risultati delle analisi dell’Arpa, che hanno evidenziato, nella falda acquifera che alimenta alcuni pozzi della zona scolastico sportiva di Fiumicello, la presenza di un metabolita dell’atrazina. Mentre i cittadini si stanno muovendo per organizzare assemblee pubbliche e volantinaggi, scende in campo il Comitato difesa delle fontane e delle falde acquifere della Bassa, che si fa portavoce della preoccupazione di molte mamme.

«La recente approvazione in consiglio regionale - commenta Gianpaolo Chendi, rappresentante del comitato - della legge 5 del 15 aprile 2016 “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani” ha provocato una serie di azioni da parte dei gestori dell’acqua e dei loro associati: i Comuni.

La scoperta di questo metabolita dell’atrazina nella falda della scuola ha scatenato la paura in quelle mamme che giustamente si preoccupano per la salute dei bambini. L’acqua deve essere insapore, incolore e inodore, deve essere pura. Il massiccio uso di diserbanti, pesticidi, concimi chimici e altro non favorisce il mantenimento della risorsa».

Chendi ricorda che le falde acquifere sono i recettori di ciò che viene sparso sui terreni. «La scoperta del metabolita nelle acque di Fiumicello - fa notare l’ambientalista - avviene immediatamente dopo l’approvazione della legge 5 e già si dice che il territorio del Comune e tutta la Bassa potrebbero rientrare in quei parametri fuori legge.

A Cervignano ma anche in altri Comuni, inoltre, ai cittadini stanno arrivando le lettere di allaccio al sistema fognario di depurazione. Gli utenti dovranno attrezzarsi per fornire ai tecnici Cafc i dati entro 90 giorni. I collegamenti fino alla strada pubblica saranno a spese loro».

Il comitato sottolinea che per i cittadini sarà un salasso. «Il sindaco di Fiumicello, Ennio Scridel, presidente dell’Autorità d’Ambito sull’acqua - conclude Chendi - ha molte responsabilità per quanto riguarda l’elaborazione della legge licenziata dalla IV Commissione regionale e approvata dal consiglio.

Lo studio per la conservazione delle falde, gli interventi per le criticità e il disinquinamento, nel caso fosse presente, sono stati ignorati». Il primo cittadino difende la sua posizione. «Mi impegno - assicura - ad affrontare il problema in modo serio. Ai cittadini saranno proposte soluzioni che potranno liberamente decidere di non adottare. Tra le proposte non vi sarà quella dell’acquedotto».

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