Va a scuola con una bomba: «Cos’è prof?»

Panico alle medie di San Pietro al Natisone. Il ragazzino ha trovato l’ordigno nei boschi, lo ha lavato e portato ai compagni
Di Lucia Aviani

SAN PIETRO AL NATISONE. «Che è questa strana cosa, prof?». Nelle mani del ragazzino, un allievo delle scuole medie Alighieri di San Pietro al Natisone, una granata, residuato della prima guerra mondiale: modello “ananas”, per la precisione, uno dei più comuni fra quelli in uso durante il conflitto.

È successo ieri mattina, poco prima dell’inizio delle lezioni, nell’atrio dell’istituto. L’insegnante che si occupava della preaccoglienza degli studenti è trasecolata, ha sollevato con cautela la bomba a mano e l’ha portata all’esterno del plesso, sistemandola in un luogo all’apparenza sicuro. Poi ha lanciato l’allarme, informando colleghi e preside: nel giro di qualche minuto, così, dall’istituto è partita la chiamata ai Carabinieri della Compagnia di Cividale, che hanno a loro volta attivato gli artificieri e sono tempestivamente intervenuti sul posto.

Inizio di giornata decisamente movimentato, insomma, al Comprensivo del capoluogo valligiano: «Sono stato avvisato dai docenti – racconta il reggente dell’Istituto, Nino Ciccone –. Pare che il ragazzo abbia rinvenuto la bomba nel bosco, giocando, e incuriosito da quell’oggetto per lui misterioso lo abbia portato a casa per ripulirlo dalla terra che lo avvolgeva. Sembra lo abbia lavato con un getto d’acqua...». A quel punto ha deciso di mostrarlo alla propria classe, per mettere a parte i compagni della scoperta e per chiedere, appunto, a un professore di cosa si trattasse. Ha caricato l’“ananas” nello zainetto, così, fra libri e quaderni, e una volta entrato a scuola lo ha estratto ed esibito all'insegnante che, come detto, si occupava della preaccoglienza. Candida ingenuità, insomma, per fortuna priva di conseguenze (choc della prof a parte).

«Quasi certamente l’ordigno, ormai, non rappresentava più una minaccia», osserva ancora il preside: ovviamente, però, l’impatto emotivo è stato forte. L’episodio è arrivato pure all’orecchio del sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli: «Non ci posso credere!», commenta il primo cittadino, sconcertato dall’accaduto. «Evidentemente – rileva – la forma della bomba ha incuriosito lo studente. Mi stupisce che avendola portata a casa ed essendosi dato da fare per pulirla non l'abbia mostrata ai genitori, prima di caricarla nello zaino di scuola... Ma ora, a cose fatte, che dire? Tutto è bene quel che finisce bene».

Un dato, peraltro, è certo: a un secolo dalla Grande Guerra il territorio continua a restituirne tracce. «La nostra, si sa, fu zona “calda” – conclude il sindaco del capoluogo delle Valli –. In questo contesto i resti ancora pullulano».

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