Dagli scavi spuntano anche insediamenti dell’età del ferro

ZUGLIO. Sul colle Ruvigne ad una maggiore profondità di un metro e mezzo rispetto ai basamenti romani, sono state rilevate anche tracce di abitazioni più antiche, databili all'età del ferro....

ZUGLIO. Sul colle Ruvigne ad una maggiore profondità di un metro e mezzo rispetto ai basamenti romani, sono state rilevate anche tracce di abitazioni più antiche, databili all'età del ferro. Contrariamente alle abitazioni dei romani, che utilizzarono abbondantemente per le loro costruzioni la pietra, le abitazioni precedenti all'epoca romana erano formate soprattutto da un muretto di pietra a secco sormontate da una abitazione in legno e paglia e sono state trovate in uno strato inferiore rispetto al piano di calpestio delle costruzione romane. Segno questo che la zona è stata abitata per secoli e che la città romana è sorta sopra le rovine di altri insediamenti.

Già si era a conoscenza di altre abitazioni pre romane, le cui tracce sono state trovate e studiate poco più a valle della scoperta di questi giorni, in Cjanas, dove c'era abbondanza d'acqua, lungo il rio Bueda, e da dove si poteva, all'occorrenza, facilmente fuggire ad eventuali invasioni riparandosi sulle pendici del colle.

«Questo piccolo villaggio, risalibile ai X secolo a.C del quale sono emerse chiaramente tre abitazioni – precisa il primo cittadino – anche se si conosce l'esistenza di altre sette, sono state ricostruite dagli studiosi in maniera virtuale». Lungo il sentiero sono stati ritrovati pure resti di animali con i quali si cibavano gli antichi abitanti della zona, ossa e schegge di ossa di cinghiali e di conigli, e oggetti in ambra.

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