Piloti d’aereo e dirigenti: ecco i pensionati d’oro in Fvg

Assegno medio oltre i 4 mila euro. In coda i coltivatori diretti

UDINE. Un’ottantina di “Paperoni” con un assegno mensile che supera i 4 mila 800 euro, derivanti da una carriera lavorativa nel settore del volo, ai quali sommare mille e 900 vitalizi generosi, sopra i 4 mila 300 euro, destinati agli ex dirigenti d’azienda del settore privato.

Per gli altri la pensione è decisamente più modesta, con un range che va dai 694 euro dei coltivatori diretti e mezzadri, ai 2 mila 500 euro degli esattoriali. In tutto gli assegni erogati dall’Inps in Friuli Venezia Giulia sono 418 mila 160, comprese le pensioni di invalidità, quelle ai superstiti e agli invalidi civili, gli assegni sociali e le gestioni separate. I dati sono stati resi disponibili ieri dall’Inps attraverso l’osservatorio sulle pensioni.

Pensioni in flessione, per quel che riguarda la nostra regione, visto che il totale assegni è sceso dello 0,6 per cento rispetto ai 420 mila 765 erogati nel 2015. In compenso cresce l’importo, sempre di una percentuale modesta, +0,2 per cento, salendo da 836 euro e 6 centesimi dello scorso anno, a 856 euro e 38 centesimi del 2016.

Il contesto

A livello nazionale il 64,3 per cento delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Analizzando la distribuzione per classi di importo mensile delle pensioni si osserva «una forte concentrazione nelle classi basse».

La percentuale del 64,3 per cento, che per le donne arriva al 78,2 «costituisce solo una misura indicativa della povertà perché - spiega l’Inps - sono molti i soggetti titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. Delle 11.595.308 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo 5.322.007 (il 45,9 per cento) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi (quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile)».

Uomini più ricchi

La differenziazione per genere è accentuata; infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 45,2 per cento e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia si osserva che questa percentuale scende al 24,5 di cui solo il 25,5 per cento costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per i maschi, si osserva che oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso fra mille e 500 e 3 mila euro.

In Fvg

Con una media al di sotto dei 750 euro mensili, in regione ci sono solo gli agricoltori, destinatari di 37 mila 30 pensioni, di cui 26.909 di vecchiaia alle quali si sommano 2.980 di invalidità e 7.141 ai superstiti. Conteggiando il totale assegni, l’importo medio scende ancora attestandosi a 617,45 euro mensili. La pattuglia di pensionati più numerosa è quella dei lavoratori dipendenti con 209 mila 41 pensioni totali di cui 129.988 di vecchiaia, 11.299 di invalidità, e 67 mila 754 ai superstiti.

Le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti supera i mille e 100 euro (media 1.146,06), scendendo a 938 euro, sempre come media, sommando le altre tipologie di vitalizio. Complessivamente i lavoratori dipendenti, inserendo quelli del settore trasporti, i telefonici, gli elettrici e gli ex Inpdai (che era l’ente previdenziale riservato ai dirigenti d’azienda del settore privato, soppresso nel 2003 e fatto confluire nell’Inps), sono 135 mila 602 che percepiscono la pensione di vecchiaia, e salgono a 216 mila 998 sommando invalidi e superstiti. Di questi i più “ricchi” sono, come detto, gli ex dirigenti d’azienda.

Gli ex autonomi

La pattuglia degli autonomi arriva a 115.850, di cui 85 mila 928 titolari di pensione di vecchiaia, importo medio 934,14 euro, a cui si sommano gli assegni per invalidi e superstiti. Gli artigiani sono la categoria più numerosa con 31 mila 639 pensioni di vecchiaia (42.932 il numero totale degli assegni erogati) e un importo medio di 1.109,16.

Seguono i commercianti con 27.380 assegni di vecchiaia (totale pensioni 35.888) e un valore di 967,28 euro medio mensile. Infine i coltivatori diretti titolari di 26 mila 909 pensioni di vecchiaia (37.030 il totale pensioni) di importo pari a 694 euro e 64 centesimi.

I fondi

Tra i fondi sostitutivi quello che stacca gli assegni più sostanziosi è quello del volo, con 80 pensioni di vecchiaia di importo superiore ai 4 mila 800 euro (il totale della categoria, compresi invalidi e superstiti sale a 115 assegni con un importo medio di 3 mila 973 euro). Poi ci sono i dazieri, importo medio 1.748 euro, e i postali con 1.481 euro. Quindi chiudono l’elenco i fondi integrativi di gas, esattorie, minatori.

Tra questi l’assegno più sostanzioso lo incassano gli ex dipendenti esattoriali, 2 mila 582 euro, quindi gli ex lavoratori del gas con 2 mila 207 euro, infine i minatori che si fermano a 1.516 euro. Modestissimi gli assegni della gestione separata, di relativa recente introduzione che ha imposto i contributi pensionistici anche a coloro che svolgevano attività occasionali e non in regime di dipendenza. Una pattuglia nutrita, 10 mila 600 infatti le pensioni di vecchiaia erogate, 151,15 euro l’assegno mensile.

Le prestazioni assistenziali

A tutte queste categorie che percepiscono un assegno pensionistico comunque legato ad una carriera lavorativa, vanno sommati gli intestatari di prestazioni assistenziali. Complessivamente sono 61 mila 317 le prestazioni garantite ogni mese di cui 11 mila 66 sono riferite a pensioni sociali da 420,07 euro al mese, e 50.251 sono i trattamenti riservati agli invalidi civili che riscuotono 438,06 euro al mese.

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