Via libera della Ue all'elettrodotto della Carnia. Imprenditori pronti a interrare la linea

UDINE. L’imprimatur europeo, riaffermato dal commissario per l’energia e il clima in risposta a una interrogazione dell’europarlamentare Isabella De Monte (Pd) è tutt’altro che un dettaglio. Promette anzi d’essere decisivo per la futura realizzazione dell’elettrodotto Somplago-Wurmlach. Inserito tra le 195 opere energetiche ritenute strategiche dalla commissione Ue, eppure al palo da 10 anni. Ora, la società proponente, Alpe Adria Energia, emanazione dei gruppi Pittini, Fantoni e Burgo, è pronta, anche in ragione di questa riaffermazione, a cercare una soluzione che possa far superare al progetto anche l’ultimo scoglio. Vale a dire l’impatto paesaggistico che ha spinto l’Austria a bocciare il progetto e la Regione a non inserirla nel piano energetico. Come? Interrando la linea.
«Stiamo cercando di concertare una soluzione che accolga quanto auspicato dalla giunta - afferma il capo progetto, Fabrizio Scaramuzza - che ha manifestato il desiderio di veder interrati gli elettrodotti ed evitata la duplicazione delle linee lì dove ce ne sono di esistenti». Tempi? «Due anni, se tutto andrà bene». Poi precisa: «Intendiamo rispettare i desiderata del territorio e ci prepariamo a parlare nuovamente con la Regione prima di concludere l’iter per la parte italiana». Incassato il decreto interministeriale sulla positiva valutazione d’impatto ambientale ora non manca infatti che la conferenza dei servizi conclusiva, «ma ripeto, per rispetto attendiamo di quadrare il cerchio con il territorio».
Una mediazione fondamentale anche per superare la chiusura manifestata dall’Austria e arrivare a realizzare l’elettrodotto. Strategica, per l’appunta, la recente e nuova presa di posizione della Commissione europea in risposta a una interrogazione della De Monte. La risposta è arrivata proprio in questi giorni, firmata dal commissario europeo per il clima e l’energia: «La commissione si metterà in contatto con le parti interessate - scrive a De Monte il commissario Arias Canete - per assicurare che il progetto sia attuato secondo le disposizioni del regolamento Ue, in particolare per quanto riguarda il procedimento di rilascio delle autorizzazioni, la relativa durata e i principi della partecipazione pubblica». Una “benedizione” all’ipotesi di mediazione. Sul fronte dell’elettrodotto Udine-Redipuglia, la cui strategicità è stata ribadita dalla presidente, Debora Serracchiani, Terna sta procedendo con la nuova procedura di Via per superare lo scoglio del rilievo ministeriale. Duro il commento di Cristian Sergo del M5s: «Serracchiani dovrebbe dimettersi visto il suo tentativo di delegittimare la magistratura dimenticando che la carta che manca è l’autorizzazione a costruire».
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