«Giù le mani dalle sedi del Malignani»
BASSA FRIULANA. La sede dell’Iti Malignani trasferita nella caserma Pasubio di Cervignano? San Giorgio potrebbe decidere di andare con l’Isis di Latisana. Il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate, manifesta stupore dopo aver letto attentamente le dichiarazioni rilasciate dal dirigente scolastico Aldo Durì, che vorrebbe un unico centro studi collocato nel comune di Cervignano.
«Certamente funzionale dal suo punto di vista – sostiene Del Frate –, che avrebbe la possibilità di gestire con minor sacrificio tutti gli ordini scolastici sparsi sul territorio orientale della Bassa friulana. Mi chiedo però come pensa che un simile intervento possa essere finanziato e da chi? Se a suo tempo si sono individuate più sedi scolastiche, non è certamente stato frutto della casualità, anzi le specializzazioni individuate erano funzionali alla vocazione del territorio. Voglio evidenziare – continua – che lo scorso anno si ipotizzava un trasferimento di classi negli edifici di San Giorgio di Nogaro e Palmanova, ora si paventa una diversa soluzione: spero che questa non sia maturata negli ambienti politici cervignanesi, a discapito di altri comuni». De Frate, afferma di nutrire seri dubbi sull’opportunità di svuotare le attuali sedi, lasciandole senza destinazione, dopo che la Provincia le ha realizzate non molti anni fa, o messe a norma, rendendole adeguate al numero degli studenti. E il Comune sferra l’attacco finale: «Se la riforma degli enti locali dovesse, come è probabile entrare in funzione, mi pare evidente che anche la organizzazione del sistema scolastico dovrebbe essere rivisto. Non credo – dice – che nessun sindaco vedrebbe con piacere l’eliminazione di un presidio scolastico, soprattutto se questi è stato pensato per garantire professionalità da collocare nelle aziende del proprio territorio. La Regione ha suddiviso la Bassa in due aree, una orientale e una occidentale, se questo sarà il futuro, è probabile che anche i poli scolastici seguiranno la stessa suddivisione. Più volte ci si è lamentati che per far crescere le nostre realtà scolastiche è indispensabile riorganizzare i trasporti, senza i quali gli studenti continueranno in prevalenza a preferire le città – conclude Del Frate –, perché più comode da raggiungere, e maggiormente attrattive».
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