Il Ris risolve il giallo: è di Armida il corpo nel bosco

I resti trovati a Cavazzo Carnico sono dell’81enne di Portis di Venzone. Sabato alle 14.30 i funerali

VENZONE. Il corpo ritrovato lo scorso dicembre in un bosco nella zona di Cavazzo Carnico appartiene all’ottantunenne Armida Valent, scomparsa dalla sua casa di Portis di Venzone il 20 ottobre 2014. È quanto risulta dall’esame del Dna effettuato dai carabinieri del Ris di Parma.

Nessuno aveva più avuto sue notizie per mesi e mesi, fino a quando un escursionista, negli ultimi giorni dello scorso anno, ha avvistato alcuni resti umani. Tra questi i familiari hanno riconosciuto gli abiti dell’anziana e anche la sua catenina. La Procura della Repubblica ha poi disposto la comparazione del codice genetico per avere l’assoluta certezza che si tratti proprio della persona scomparsa dalla località friulana.

Lunedì scorso è arrivato il responso e poco dopo l’Autorità giudiziaria ha emesso il nulla-osta per la sepoltura. E così i funerali saranno celebrati domani, sabato 13 febbraio, alle 14.30 (salma esposta dalle 14) nella chiesa di Portis.

«Armida diceva sempre “Volere è potere” – raccontano le nipoti – e questo detto ha ispirato tutta la sua vita. Era una donna forte, combattiva e sempre autonoma: difficilmente veniva a chiedere qualcosa, piuttosto prendeva il suo motorino o la bicicletta e si arrangiava».

«La ricordiamo affaccendata nell’orto a cui si dedicava con passione – spiegano ancora i parenti di Armida Valent –, per non parlare delle carte, le piaceva tanto giocare a briscola. Anche negli ultimi anni – aggiungono – si è dedicata a questo gioco che le permetteva di passare il tempo con le sue amiche e di tenersi attiva».

Non solo. Armida è ricordata anche come una donna “avventurosa”. «Più volte – aggiunge ancora una delle nipoti – ha preso l’aereo per andare dai suoi fratelli in Canada. Sembrava che niente la spaventasse, nemmeno quando è rimasta sola. Ha continuato a vivere nella sua grande casa, che mai avrebbe abbandonato, lei non voleva essere un peso per nessuno.

Faceva i suoi giretti, poi però ritornava sempre li. Fino a quella fatidica sera del 20 ottobre. Nessuno se lo aspettava di trovare le imposte aperte dopo le 18. In quel periodo andava a letto sempre molto presto, diceva di stare così bene davanti alla tv, al calduccio. Ma quella sera – conclude – qualcosa è andato storto, Dio solo sa quanto avrebbe voluto tornare a casa sua e quanto abbia lottato per farlo, ma purtroppo ha trovato un ostacolo che nemmeno la sua grande volontà le ha permesso di superare».

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