Banca di Vicenza: buco a 1,4 miliardi e crolla anche la raccolta

Il Cda approva un bilancio 2015 di lacrime e sangue. Ricavi in lieve crescita. Piano industriale aggiornato, ma il target per il 2018 è confermato a 200 milioni
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) incontra Francesco Iorio e Stefano Dolcetta (Consigliere delegato/direttore generale e presidente Banca Popolare Vicenza) - Udine 09/12/2015
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) incontra Francesco Iorio e Stefano Dolcetta (Consigliere delegato/direttore generale e presidente Banca Popolare Vicenza) - Udine 09/12/2015

VICENZA. Che fosse un bilancio lacrime e sangue era nell’aria. Adesso lo testimoniano le cifre, nude e crude. Il consiglio di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza ieri sera ha preso atto (e approvato) un documento 2015 che non lascia spazio a voli pindarici e si aggrappa disperatamente al futuro. I numeri? Eccoli.

Il risultato netto di esercizio fa registrare un “rosso” di 1,4 miliardi di euro, con un peggioramento della perdita di 350 milioni rispetto a giugno e di 497 milioni rispetto alla chiusura del dicembre 2014.

Vero e proprio crollo della raccolta diretta, come aveva ventilato ai soci il direttore generale Francesco Iorio durante l’assemblea di Udine, che dagli oltre 30 miliardi del 2014, scende a 21,9 miliardi del 2015, con una perdita secca di 8,4 miliardi.

Più contenuti, ovviamente, anche i crediti verso la clientela che passano da 28,1 a 25,1 miliardi di euro. I crediti deteriorati che sono nella “pancia” dell’istituto ammontano a 5,3 miliardi di euro, in crescita di 1,1 miliardi. In miglioramento comunque la copertura di tali crediti che raggiunge il 42,4%. Le sofferenze nette verso la clientela ammontano a 1,88 miliardi.

Si riduce pure il patrimonio consolidato del Gruppo che si attesta a 2,53 miliardi, a fronte dei 3,7 miliardi dell’anno precedente. Ricavi “core” (margine di interesse e commissioni nette) in leggera crescita e costi operativi stabili. I coefficienti patrimoniali risultano comunque superiori ai minimi regolamentari (Cet 1 ratio al 6,65% e total capital ratio all’8,13%, superiore al dato di giugno).

Includendo l’effetto dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi il Cet 1 ratio si attesterebbe al di sopra del 12%, valore superiore al target imposto dalla Banca centrale europea (10,25%).

Altre due importanti decisioni sono state prese dal consiglio della Vicenza. I finanziamenti per l’acquisto di azioni salgono a 1,08 miliardi e il piano industriale 2020 è stato aggiornato.

L’ammontare complessivo dei finanziamenti concessi dalla Popolare di Vicenza e correlati alla sottoscrizione di azioni dello stesso istituto sale a 1,086 miliardi dai 975 milioni comunicati lo scorso agosto. Nel quarto trimestre 2015 è stata completata la «ricognizione delle operazioni di finanziamento che sono state ritenute “correlate” all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni proprie».

Agli 1,086 miliardi si aggiungono poi «ulteriori importi, relativi a posizioni che presentano profili di anomalia collegati alla operatività su azioni proprie, che portano il totale a complessivi 1,14 miliardi contro il miliardo rilevato a giugno. La Popolare di Vicenza ha aggiornato infine il piano industriale al 2020 confermando l’obiettivo di un utile superiore ai 200 milioni al 2018 e di 300 milioni al 2020.

Tuttavia il nuovo piano «presenta volumi intermediati inferiori a quelli precedentemente approvati» a causa dello «scostamento tra l’uscita 2015 effettiva e quella ipotizzata». L’aggiornamento delle proiezioni economiche evidenzia un livello inferiore di proventi operativi (-65 milioni al 2020), per lo più derivanti da una più contenuta crescita del margine di interesse, che sarà però in buona parte compensata da minori oneri operativi.

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