Manichini per pazienti l’ospedale diventa virtuale

Una sala operatoria, una terapia semi-intensiva, una stanza di degenza, un’area dedicata alla radiologia e una alla simulazione con parti anatomiche. E ancora due sale di regia e registrazione, altrettante aule per le riunioni e manichini “interattivi” che permetteranno a studenti, specializzandi e anche professionisti di esercitarsi, acquisire e sperimentare abilità tecniche di alto livello.
Didattica e pratica clinica si fondono all’insegna dell’innovazione al nuovo Centro di simulazione e alta formazione (Csaf) dell’Ospedale di Udine, dando vita al primo ospedale virtuale del Friuli Venezia Giulia. Il Centro, al sesto piano del padiglione 5, è stato inaugurato ieri dall'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca – presenti tra i tanti il rettore dell’ateneo friulano, Alberto De Toni, il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria, Mauro Delendi –, ed è stato realizzato grazie a un impegno finanziario di oltre 300 mila euro da parte dell'Università e uno spazio di 700 metri quadrati messo a disposizione dall’Azienda ospedaliero universitaria.
«L’idea è nata nel 2014 e in un anno e mezzo siamo riusciti a creare il Centro – spiega il direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale, Vittorio Bresadola –, rivolto principalmente agli studenti dei corsi di medicina e chirurgia e delle lauree sanitarie, in particolare infermieristica, tecnica di radiologia medica e ostetricia, ai medici delle scuole di specializzazione ma anche ai professionisti, per promuovere la formazione continua e migliorare le competenze». La simulazione, attraverso il coinvolgimento attivo, consente di testare e verificare non solo tecniche diagnostiche e terapeutiche, riducendo al minimo i rischi per pazienti e professionisti - è stato sottolineato durante l’inaugurazione – ma anche “sperimentare” aspetti relazionali e comunicativi con degenti e il team con il quale si lavora. Potrà così essere inscenato l'arrivo in un’area di emergenza di un paziente politraumatizzato, dove medici, infermieri, tecnici e personale sono chiamati a collaborare utilizzando protocolli, mettendo in pratica conoscenze e affinando le tecniche. Accrescere competenze e ridurre il rischio per i pazienti è il punto sul quale si è soffermata anche l’assessore Telesca, nel precisare come, inaugurando il Centro, si metta «in campo uno strumento assolutamente innovativo». Auspicando possa essere utilizzata anche dal resto della sanità regionale, «in un’ottica di apertura orientata al miglioramento, per offrire ai cittadini la qualità e la sicurezza sulle quali siamo impegnati da ormai tre anni», Telesca ha poi ribadito come la struttura rappresenti «un buon viatico per un lavoro importante d’integrazione in un ospedale universitario che è un’eccellenza e ha le potenzialità per diventare riferimento anche oltre i confini regionali». Secondo Delendi si tratta «di un’iniziativa di alto profilo per la qualificazione professionale e per la formazione dei medici e di altre categorie professionali. Il Centro nasce da un connubio efficace tra l’Università e il Servizio sanitario regionale che trova una sintesi ottimale nell’Azienda ospedaliera universitaria». Del resto «l’esperienza insegna – ha concluso De Toni –, che il successo nasce dalle alleanze e il Centro ne è un esempio ai massimi livelli».
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